L’estate è morta
Le vacanze estive volgevano al termine e lui era ancora bianco come uno spavento, anzi no, come una burrata irrancidita, poiché le occhiaie parlavano per sé.
Le vacanze estive volgevano al termine e lui era ancora bianco come uno spavento, anzi no, come una burrata irrancidita, poiché le occhiaie parlavano per sé.
Di Michele Savino
Di Michele Savino
Quanti commenti sono stati scritti sull’Odissea di Nolan? Tanti, troppi.
Di Cristi Marcì
Di Michele Savino
Di Michele Savino
Spesso si sente dire che in Italia sia difficile trovare un cinema di qualità, o anche solo un cinema davvero alternativo. Ma è davvero così?
Ci sono film che, ancora prima di iniziare, senti lontani. Non per un motivo preciso: forse per l’estetica, per l’epoca in cui sono ambientati, per quelle immagini di trailer che non riescono a parlarti davvero. Restano lì, ai margini, come se non fossero fatti per te.
C’era una volta un uomo che aveva tempo. Soleva egli destarsi, le volte che destarsi gli garbava, allorquando il sole troneggiava già lassù in alto ben centrato entro al cielo, nel mezzo corso di quel suo percorso, presso un’ora che i mortali solevano appellarla mezzogiorno.
Inizia un nuovo anno e, come sempre, porta con sé nuove visioni. Il primo film del mio 2026 è stato No Other Choice di Park Chan-Wook, una scelta non casuale, ma condivisa: mia e di Ninfa, come apertura simbolica dei festeggiamenti per il nostro anniversario. Un inizio che sapeva già di rituale.
Di Michele Savino