Perfecth
Disco di quasi-ballads. Incantevoli.
Disco di quasi-ballads. Incantevoli.
Thomas Mann tra le macerie e le divisioni di patria e famiglia. Sandra Hüller top.
Con tanti ottimi spunti non sviluppati, all’arte e alla storia di Pino Daniele questo biopic va stretto.
Dopo troppi film di merda per il col. Parker, Elvis torna sul palco e ridiventa un gigante.
Un film con Maccio dove Maccio è l’unico che non cerca di far ridere. Nichetti idolo.
Piccolo romanzo di formazione tra una casa, un cortile e il mare. Quattrocchi eccezionale.
Lopez è il padre di Stanis e no, non è una sitcom di Boris. Biagio Conte avrebbe meritato di meglio.
Presa per il culo allucinata del fascismo con un Villaggio fantozzesco in camicia nera. Imperdibile.
Fatale bestiario lirico.
Il piano sequenza iniziale, Welles/Quinlan enorme su schermo, gli zigomi di Marlene Dietrich: è tutto perfetto.
La detective aveva capito tutto, ma i maschi sono stupidi. Comunque Kaczynski non stava troppo bene.
Troppe battute, plagi e puttanate, ma i mostri sono sfiziosi, scorre veloce e cresce alla fine.