La Chimera

Di Duilio Scalici

Hanno messo La Chimera di Alice Rohrwacher su RaiPlay. E sì, a volte la felicità sta davvero nelle piccole, grandi cose. Perché La Chimera è uno di quei film rari, che non devono urlare per farsi ascoltare. Non ha bisogno di artifici per tenerti incollato: ti prende per mano e ti accompagna nel suo mondo fatto di poesia, mistero e bellezza.

È un film che vibra di autenticità. La sua forza sta nell’anima, nei personaggi che sembrano sospesi nel tempo, nella luce dorata della fotografia, in una sceneggiatura tanto semplice quanto profonda. Ogni fotogramma trasuda cura e incanto.

La storia segue Arthur, un giovane tombarolo con un dono speciale: “sentire” i reperti sepolti, come se la terra stessa gli parlasse. Josh O’Connor, in un’interpretazione intensa e trattenuta, ci porta dentro il suo personaggio senza mai forzare nulla.
 Chi è davvero Arthur? E che fine ha fatto la sua Beniamina? È viva? È morta? Esiste ancora, o è solo un’illusione? Il montaggio – fluido, onirico – ci tiene in quello stato ambiguo e ipnotico, come se anche noi fossimo sepolti tra sogno e realtà.

E alla fine, anche se forse sappiamo già dove va a finire Arthur, ciò che conta non è la risposta. È il viaggio. È lo sguardo che ci lascia addosso. È quella sensazione che, anche solo per un attimo, qualcosa di invisibile ci ha toccati.

La Chimera è uno di quei film italiani che meriterebbero più spazio e riconoscimento. Ma forse l’Italia, oggi, non è più pronta per la magia. L’ha dimenticata, derisa, sepolta sotto una montagna di prodotti senz’anima, fatti per essere consumati e dimenticati.

Eppure, film come La Chimera ci ricordano una verità semplice e potente: la magia esiste ancora. 
Non è fatta di effetti speciali o colpi di scena. È fatta di sguardi, silenzi, immagini che ti restano dentro. È fatta di cinema vero.
 E quando la incontriamo, dovremmo sentirci fortunati. Perché ci parla di noi, del nostro passato, e di ciò che ancora possiamo essere.
La Chimera è un film che ci ricorda che la bellezza non urla: sussurra.
 E chi sa ascoltare, non potrà che sentirla.

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Immagine di copertina di Duilio Scalici


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