Tag: Duilio Scalici

Odissea

Quanti commenti sono stati scritti sull’Odissea di Nolan? Tanti, troppi.

Nico, 1988

Spesso si sente dire che in Italia sia difficile trovare un cinema di qualità, o anche solo un cinema davvero alternativo. Ma è davvero così?

Hamnet

Ci sono film che, ancora prima di iniziare, senti lontani. Non per un motivo preciso: forse per l’estetica, per l’epoca in cui sono ambientati, per quelle immagini di trailer che non riescono a parlarti davvero. Restano lì, ai margini, come se non fossero fatti per te.

No Other Choice

Inizia un nuovo anno e, come sempre, porta con sé nuove visioni. Il primo film del mio 2026 è stato No Other Choice di Park Chan-Wook, una scelta non casuale, ma condivisa: mia e di Ninfa, come apertura simbolica dei festeggiamenti per il nostro anniversario. Un inizio che sapeva già di rituale.

It: Welcome to Derry

Ho ancora addosso ricordi sfocati, del mio primo incontro con Pennywise. Un piccolo negozio di videocassette, quando Blockbuster non aveva ancora conquistato Palermo. Io ero solo un bambino delle elementari e, tra decine di VHS, un’immagine mi ipnotizzò immediatamente.

Bugonia

Che dire di Bugonia? Ogni volta che Yorgos Lanthimos torna in sala, scatta in me un riflesso pavloviano: devo correre a vederlo, certo che non mi deluderà. E, come sempre, anche stavolta non sbaglia il colpo. Alcuni suoi film possono colpire più di altri, certo, ma la sua poetica rimane cristallina, fedele a se stessa, imperturbabile. Bugonia ne è l’ennesima prova.

Frankenstein

Troppa CGI, poche emozioni e interpretazioni spente. Un adattamento fragile che perde l’anima di Del Toro. Io deluso: Netflix plastifica un maestro.

Ho visto la TV brillare

È da tempo che questo titolo mi ronza in testa. Lo avevo adocchiato più volte, attratto da quelle locandine dal fascino misterioso e dai trailer che sembravano vibrare di qualcosa di oscuro e magnetico. Eppure, nonostante fosse parte del catalogo della mia amatissima A24, ero titubante. I pareri contrastanti mi avevano messo in guardia: quando le opinioni si dividono, non sai mai se stai per assistere a una rivelazione o a una perdita di tempo.

Doppia Pelle

Un collega mi ha consigliato di vedere alcuni film di Quentin Dupieux. Non ne avevo mai visto uno, lo ammetto. Così, spinto dalla curiosità, ho deciso di iniziare da Doppia Pelle (Le Daim, in originale), una delle sue opere più celebri e, a quanto pare, paradigmatiche del suo stile.

Terrifier 3

Premetto che, pur essendo un grande appassionato del genere horror, non ho mai nutrito particolare simpatia per lo splatter più estremo.

Monster: The Ed Gein Story

Non lo nego: quando ho saputo dell’uscita di Monster: The Ed Gein Story, ho sorriso come un bambino. Da appassionato del genere horror e cultore del true crime, il nome di Ed Gein per me non è certo una novità. È una figura oscura, torbida, tristemente celebre. Un uomo che, purtroppo o per fortuna, ha lasciato un’impronta indelebile nell’immaginario collettivo: ha ispirato libri, film iconici e persino altri mostri in carne e ossa.