Quando c’era lui… caro lei!
Presa per il culo allucinata del fascismo con un Villaggio fantozzesco in camicia nera. Imperdibile.
Presa per il culo allucinata del fascismo con un Villaggio fantozzesco in camicia nera. Imperdibile.
Tutti ad urlare al “flop”, come fosse un verdetto supremo. Ma che cosa significa davvero questa parola, oggi? Nient’altro che un’equazione contabile: un incasso inferiore alle aspettative di budget. Fine. E da quando in qua un bilancio in rosso decreta il valore artistico di un’opera?
Il piano sequenza iniziale, Welles/Quinlan enorme su schermo, gli zigomi di Marlene Dietrich: è tutto perfetto.
La detective aveva capito tutto, ma i maschi sono stupidi. Comunque Kaczynski non stava troppo bene.
Troppe battute, plagi e puttanate, ma i mostri sono sfiziosi, scorre veloce e cresce alla fine.
In ordine sparso: famiglia disfunzionale, spirito, tragedia, amico psicopaticissimo.
Cosa mai potrebbe andar storto in un film horror con una scimmia che sembra tanto carina?
Non vedevo tante risse dai tempi di Bud Spencer e Terence Hill. Ma loro erano divertenti.
A lezione dalle leggende per farci insegnare cosa siano la musica, il rock, l’alchimia, il talento, la passione, la vita.
Villaggio che fa i capricci come un bambino, inscena suicidi, si traveste da Hitler. Notevole e surrerale.
Teen drama più amaro e migliore del solito. Sunny Sandler, figlia di Adam, recita e canta bene.
Quando la guerra entra negli occhi di un bambino. Calvino e Benigni a confronto