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Di Donato Novellini
Di Donato Novellini
Di Donato Novellini
L’assenza di riferimenti codificati, irreperibilità, diniego, mimetismo, poi le maschere deformanti luciferine, horror gemellare, te li ricordi i video di Chris Cunningham su MTV?
Di Donato Novellini
“One, two, three, four” e via una sotto l’altra senza soluzione di continuità, 2 minuti a canzone senza tante storie, inizialmente erano concerti d’un quarto d’ora per mancanza di repertorio o forse per non annoiare lo sparuto pubblico, più propenso al lancio di bottiglie direzione palco, sbrigativa pratica d’intrattenimento:
Di Donato Novellini
Metal Box è il più importante disco post-punk, senza ombra di dubbio e non solo perché Jonny Rotten tornò Lydon per l’occasione, reinventandosi arguto situazionista dopo i furori iconoclasti e autodistruttivi Sex Pistols
La fine delle illusioni, residuale entusiasmo destinato a lasciare l’amaro in bocca, poi un brivido lungo la schiena: e se fosse senilità?
Di Donato Novellini
Di Donato Novellini
Musica lunare, sta scritto tra le note d’accompagnamento ed è già più di un indizio: siderale manifesto d’intenti
Abatjour e carta da parati a fantasia di rose sfiorite, cognac, tabacco e posacenere colmi, vecchie poltrone sfondate, interni dagli stucchi decadenti, una voce nasale sulle note dell’organo tremolante ci racconta che non saremo mai più felici, a maggior ragione dopo esserlo stati.