Per arrostire un sogno è anzitutto necessario ungerlo d’abitudine, poi salarlo con del buon senso paterno e cospargerlo di pepe di razionalità (che del resto è la caratteristica distintiva del moderno – davvero?). Successivamente va legato stretto, quasi strangolato, perché non s’apra in cottura, e messo in forno – cioè nel futuro – a calore moderato. Fatelo cuocere faticosamente e giratelo con dovizia, affinché nessuna parte resti cruda: il sogno crudo fa male, molto male. A fine cottura avrà la tipica pelle dorata della normalità lucente e l’interno morbido come un cuscino su cui addormentarsi senza pensieri. Il sogno è ora pronto per essere deglutito, e dimenticato.

*
Il sognario è un ricettario dei sogni impossibili scritto da Stefano Scrima e illustrato da Cristiano Baricelli.
