Sogno arrosto

Per arrostire un sogno bisogna anzitutto ungerlo d’abitudine, poi salarlo con del buon senso paterno e cospargerlo di pepe di razionalità (che, alla fine, è la caratteristica distintiva della modernità – davvero?). Successivamente va legato stretto, perché non si apra in cottura, e messo in forno – cioè nel futuro – a calore moderato. Fatelo cuocere lentamente e giratelo con cura, affinché nessuna parte resti cruda: il sogno crudo fa male, molto male. A fine cottura avrà la pelle dorata di normalità e l’interno morbido come un cuscino su cui addormentarsi senza pensieri. Il sogno è ora pronto per essere deglutito e dimenticato.

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Il sognario è un ricettario dei sogni impossibili scritto da Stefano Scrima e illustrato da Cristiano Baricelli.


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