Randy Rhoads

Randy Rhoads nasce a Santa Monica nel 1956 sotto il segno del Sagittario. Figlio di un insegnante di chitarra, cresce tra spartiti di classica e riff rock, e presto sviluppa una disciplina quasi ossessiva. Negli anni ’70 suona nei Quiet Riot, ma la svolta arriva nel 1979, quando Ozzy Osbourne lo chiama per la carriera solista. Blizzard of Ozz (1980) lo consacra. “Crazy Train” e “Mr. Crowley” non sono semplici pezzi da hit: l’uso del legato e del tapping è naturale, gli arpeggi classici si intrecciano con scale cromatiche senza che l’orecchio percepisca lo sforzo tecnico. La sua chitarra ha sempre un senso, anche nei passaggi più veloci. Randy costruisce tensione con l’armonia, sceglie attentamente quando accelerare e quando lasciare spazio al respiro della canzone. Diary of a Madman (1981) mostra il lato più audace. Gli sweep picking e gli arpeggi complessi diventano strumenti narrativi. Le scale cromatiche e i cambi improvvisi di tonalità non servono a impressionare, ma a dare forma e drammaticità ai brani. In quegli anni, Randy contribuisce a definire il suono dell’heavy metal moderno: chitarre più rapide, assoli più articolati e arrangiamenti più complessi diventano un modello per chiunque voglia suonare metal. La sua capacità di fondere tecnica classica e potenza elettrica apre la strada a chitarristi che diventeranno icone del genere negli anni ’80 e ’90. Il 19 marzo 1982, Randy muore in un incidente aereo. Ha solo 25 anni. Una vita brevissima, ma sufficiente a lasciare una traccia indelebile.

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Disegni di Maurizio Di Bona, testi di Stefano Scrima


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