Guida sentimentale al garage rock #7

“Cinderella” dei Fuzztones

Di Stefano Marullo

Abbiamo i grandi gruppi e poi abbiamo i primi della classe. The Fuzztones detengono il singolare privilegio di appartenere sia alla prima che alla seconda categoria e non potevano non essere presenti in questa guida sentimentale al garage (che era prima del punk ed è sopravvissuto al punk un po’ come se la preistoria tornasse dopo la storia…). Pedigree newyorkese come Velvet Underground, Stooges, New York Dolls, e Cramps di cui raccolgono l’eredità e  lo stile, fanno irruzione agli inizi degli Ottanta dopo una buona gavetta e si impongono sulla scena neo-garage in modo fulmineo diventando dei veri mostri sacri sulla breccia ormai da quarant’anni oltre le evoluzioni stilistiche e i continui cambi di line-up attorno alla mente e al cuore della band rappresentati dal carismatico Rudi Protudi che come tutti i primi della classe alla fine decidono di costruirsi una label (la Sin Records nel qual caso).

Capaci come pochi di combinare insieme garage e psichedelia, psychobilly e rock’n’roll portando l’uso del fuzz e delle distorsioni all’ennesima potenza vengono definiti i nuovi Sonics, una delle prime garage band degli anni Sessanta e il paragone vale non solo per la capacità tecnica ma anche per l’indisciplina. Di loro si innamora, tra gli altri, Dave Vanian dei Damned che li invita ad aprire le date europee del tour per promuovere il loro album Phantasmagoria (gli stessi Damned dal punk si proiettano verso il gotico) e sarà un vero tripudio.

Il loro capolavoro è considerato l’album Lysergic Emanations, anno 1985, (alcune tracce usciranno nella seconda edizione dello stesso nel 1986) un vero e proprio omaggio ai Sixties con cover di Haunted, Godz, Calico Wall, Tropics, Kenny and the Kasuals e non potevano mancare i succitati Sonics. Dei mitici Sonics, ci sono ben due cover: una è “Strychnine” (presente solo nella seconda edizione di Lysergic Emanations) la seconda è “Cinderella“, dal ritmo pazzesco e con una maestosa armonica di Rudi, che peraltro è l’autore delle bellissime copertine horror.

Godetevelo e soprattutto se tra i vostri dischi garage manca Lysergin Emanations, non avete capito nulla del garage. Pura emozione questo album a distanza ormai di tanti anni.

Go “Cinderella” (che piacerebbe anche ai Sonics).


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