Di Chiara Santarelli
Non era poi così difficile
essere anacronistici
L’incoerenza cronologica
del fuori tempo
e di un’uscita proscenio prematura
Il cambio vita nel verde prato dell’Oklahoma
mi ha visto sposata per anni a un baffo di circense che doma leoni
Gli anni felici dietro un cancello
A scrivere di certi cerchi da saltare e fuochi da varcare
di spettacoli che solo la mia penna ha visto inscenare
Di sera a preparare lattemiele, di giorno al sole a sciogliere parole di fiele
A dare da bere al verziere
Sorsi sordi alle mie bocche di leone.
C’è stato un tempo di fauci e ruggiti
mai viste veramente
e se vuoi, uditi solo da lontano
In un sonno magari
O nella storia della buonanotte
La vita per gli alberi delle serre non è lunga tale da aspettare
Le foreste contenute e poco fitte
Tali da non essere mai piantate
La natura di chi non fa né luce né ombra in un verde come un altro
che tra i rami non lascia spazio ai pappagalli di cantare
alle foglie di cadere
e ai giardini di crescere tra le bocche di leone.
C’è stato un tempo di fauci e ruggiti
mai viste veramente se vuoi,
mai uditi da vicino
nel sonno magari
o nella storia della buonanotte
per fare del verde un colore distinto

