U2
Di Stefano Marullo
Sento già qualche improperio: coosa? Che c’entrano gli U2 con la new wave? Eppure almeno agli esordi Bono & Co. erano la perfetta new wave band. Nati nel 1977, in piena era punk, il loro suono se ne discosta per uno più lineare e metallico, tracce che ritroveremo in gruppi come The Sound o gli stessi PIL di cui abbiamo parlato un paio di settimane fa. Una caratteristica di The Edge era all’epoca, rispetto a molte band new wave che usavano i sintetizzatori, quella di usare la chitarra come se fosse un sintetizzatore filtrandola attraverso effetti che la rendevano irriconoscibile rispetto ai canoni del rock tradizionale. Anche le tematiche sono ricche di un’urgenza emotiva, rispetto al nichilismo punk, impegnata e carica di messaggi politici e spirituali. Sono considerati i primi tre album quelli della fase new wave vera e propria, alla quale invero ritorneranno nel corso degli anni Novanta con alcuni lavori come Achtung Baby e Zooeuropa, dalla forte impronta elettronica e sperimentale.
Il loro primo album Boy (1980) è grezzo e spigoloso, ha come tema il passaggio dall’infanzia all’età adulta. È un album pieno di domande e smarrimento. Gli U2 sono ancora un fenomeno underground. Boy nella classifica britannica raggiunse solo la posizione 52 (in quella americana addirittura la 63!) mentre in patria si piazzò nella top 15. I Will Follow è pubblicato come singolo (con una versione dal vivo di Boy-Girl sul lato B), oggi una delle loro canzoni più famose ai concerti, all’epoca non entrò neanche nella top 100! Stranamente ebbe un notevole successo nei Paesi Bassi dove entrò nella top 15. Passerà qualche anno prima che Boy sia riscoperto per diventare disco di platino. Un anno dopo è la volta di October (1981), che si piazza stavolta subito al n.11 delle classifiche britanniche e che riflette sulla ricerca di un senso, sul dubbio e la fede (“Ottobre, e gli alberi sono spogliati di tutte le loro vesti, che m’importa? Ottobre, e regni sorgono e regni cadono, ma tu va’ avanti, avanti…” da October o “Tutto è follia… non posso cambiare questo mondo, ma posso cambiare il mondo in me” da Gloria). In Irlanda raggiunse la top 20. Dall’album, il singolo Gloria (che nel lato B ha una versione live di I Will Follow). Le vendite modeste furono compensate dalla band con concerti davvero incendiari spesso all’insegna del tutto esaurito, come alla Lyceum Ballroom di Londra, il 20-21 dicembre 1981 quando fanno da spalla agli Alarm. Con il nuovo album, War (1983) della trilogia new wave, gli U2 raggiungono finalmente la notorietà a livello planetario, riuscendo a scalzare nientemeno che Michael Jackson (Thriller) dalla prima posizione in classifica nel Regno Unito (disco d’oro); in America arrivo alla posizione 12 restando in classifica nella Billboard 200 per almeno 139 settimane. Il singolo New Year’s Day (dove si sente anche un pianoforte) divenne il loro primo pezzo ad entrare nella top 10 britannica. Se Boy era soprattutto energia adolescenziale e October introspezione spirituale, War è urgenza politica con uno stile new wave muscolare e percussivo. Temi dominanti la guerra, la questione dell’Irlanda del Nord, la rabbia sociale (“la battaglia è appena cominciata, le perdite sono grandi, ma tu sai dirmi chi ha vinto? Trincee scavate dentro ai nostri cuori. E figli, fratelli, sorelle separati..” da Sunday Bloody Sunday). La chitarra di The Edge è tagliente come un rasoio.
Sebbene dopo War si siano spostati verso un rock più anthem e d’atmosfera, gli U2 sono tornati a pescare nelle acque della new wave, in particolare quella più sperimentale, elettronica e psichedelica, in fasi successive con Unforgettable Fire (1984), Achtung Baby (1991) e soprattutto Zooropa (1993), caratterizzato da suoni sintetici, atmosfere rarefatte e testi alienati.
“Silver and Gold”, il pezzo che vi propongo, ha una storia particolare. Originariamente scritto per un album collettivo, Sun City, contro l’apartheid nel 1985 successivamente pubblicato nel 1987 come B-side del singolo Where the streeets have no name, mentre un anno dopo appare in versione live nel film/album Rattle and Hum (1988). Un brano acido e distorto, con un ritmo ossessivo e martellante. Un ottimo esempio di new wave psichedelica alla Psychedelic Furs o Echo & The Bunnymen.

