Appendete un sogno in un luogo chiuso e privo di correnti d’aria – un vecchio cassetto traboccante di romanzi mai scritti andrà benissimo. Niente fuoco, per l’affumicatura servirà solo una lenta combustione di legni amari che si reinventano in fumo. Lasciate che il sogno resti a dondolare per molto tempo, forse anni, avvolto in quella nebbia acre che ha il compito di penetrare nelle fibre del desiderio finché il suo colore originale non sbiadisce in seppia. Questa preparazione richiede una pazienza infinita, non bisogna avere fretta, perché l’affumicatura è l’arte di conservare ciò che è già morto, dandogli un sapore che sfida il tempo. A fine processo, il sogno risulterà indurito, e profondamente segnato; non è più qualcosa adatto allo sfamarsi, ma dolo da affettare con la passione di un rito. Ogni morso vi riempirà la bocca di un amore antico che non se ne va più, lasciandovi l’illusione che quel sogno sia ancora lì, mentre invece è solo il suo fantasma conservato nel sale delle lacrime.

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Il sognario è un ricettario dei sogni impossibili scritto da Stefano Scrima e illustrato da Cristiano Baricelli.
