L’enigma degli autografi falsi

Perché in tutti i mercatini dell’universo – va beh, non esageriamo, diciamo in Italia – si trovano sempre gli stessi libri? Perché ne hanno stampate troppe copie o perché chiunque ne sia entrato in possesso se ne è immediatamente liberato – e a ragion veduta, aggiungerei io? Non riesco a venirne a capo. Flaiano scriveva che i giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei, tutti gli altri fanno volume. Lo si potrebbe dire per molte cose, di certo lo si può dire per i libri usati nei mercatini. Un giorno farò un elenco di quelli che non possono assolutamente mancare (nel senso che non mancano mai, non che io voglia che non manchino), ora non mi va, ma di certo ci sarà qualche edizione scadente del club del libro o simili di classici della letteratura (che perlomeno si potrebbero ancora leggere) e non raramente di qualche recente best seller di cui – spero – un giorno non si ricorderà più nessuno (ma tanto sarò già morto). E poi montagne di libri dei narratori e saggisti nostrani, da Andreotti a Camilleri (grafomane assoluto, e di grande successo – questo spiega la quantità di suoi libri nei mercatini), da Fallaci a De Carlo, da Biagi a Costanzo e via dicendo. Infine romanzi rosa, gialli, Simenon, qualche Odissea sdrucita, un Dante scolastico e un dizionario della lingua italiana (che tanto servirebbe ma che rimarrà lì per sempre). Ma il vero enigma inizia ora. Infatti, fra tutti quei libri uno, inspiegabilmente, attira la mia attenzione, forse per il faccione familiare stampato in copertina. È Ezio Greggio che si tiene la testa con una mano. Oppure si sta dando un pugno per aver scritto quel libro? È senz’altro la copertina più brutta della storia. Lo prendo in mano, lo apro, è autografato. Ma è un falso. E come faccio a sapere che è un falso? Perché ho confrontato l’autografo con quelli presenti online ed è tutta un’altra cosa. E perché mai avrei fatto una cosa del genere? Non è questo il punto, ragazzi. Il punto è che esistono persone che falsificano l’autografo di Ezio Greggio. Non di, che ne so, Italo Calvino, no, di Ezio Greggio (che poi costava comunque due euro – senza autografo ti avrebbe pagato il mercatino per portartelo via?). E io in un mondo in cui esistono falsificatori dell’autografo di Ezio Greggio non posso viverci.

s.


Pubblicato

in

da

Tag: