Di Reginaldo Cerolini
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36) Gli odori hanno un pensiero?
117) Quanto puzza la volontà?
135) Perché si odiano i piccioni?
153) Esiste un archetipo della rabbia?
169) Si può vivere a Paperopoli?
173) Dove si tradisce il ritmo?
200) Gli alberi sono monogami?
Appare improbabile un mondo contenuto nelle risposte, appare travisabile un mondo di relazioni tra azioni e pensiero, appare limitato il mondo tra cosciente universale e le galassie, eppure domandare può sembrare uno scarto (sic!) capace di unire il nulla e il mondo con ponderata intenzione. Qui l’invito a fare domande può servire a bruciare in una volta sola Dio, Moralità d’Occasione e – sempreverdi – Verità Social. Conciossiacosaché un domandario può persino osare sciogliere lo zucchero dell’ego nel negro opaco di una tazza di caffè.

