Obsession
La morale potrebbe essere: attento a cosa desideri, perché potrebbe avverarsi. Film spaventosamente riuscito. 109 caratteri Obsession, regia di Curry Barker, USA
La morale potrebbe essere: attento a cosa desideri, perché potrebbe avverarsi. Film spaventosamente riuscito. 109 caratteri Obsession, regia di Curry Barker, USA
Chi s’aspettava qualcosa di simile al classico La mummia rimarrà deluso, oppure – mettiamola così – potrà godersi un buon film horror.
Un po’ palloso all’inizio, poi decolla e ti prende. Apologo horror su quanto è nocivo farsi le pippe (mentali).
Mischiate Dal tramonto all’alba, True Blood e tutti gli altri film/serie del genere poi aggiungeteci il blues e un tocco di Ku
Ho ancora addosso ricordi sfocati, del mio primo incontro con Pennywise. Un piccolo negozio di videocassette, quando Blockbuster non aveva ancora conquistato Palermo. Io ero solo un bambino delle elementari e, tra decine di VHS, un’immagine mi ipnotizzò immediatamente.
Rivisitazione contemporanea dell’immaginario di Edgar Allan Poe, che non si limita a riadattare il racconto omonimo originale, ma frulla insieme alcune delle
Difficile che un film sui vampiri, seppur tratto dal maestro King, abbia ancora qualcosa da dire. Potrebbe stupire. 115 caratteri Le notti
Premetto che, pur essendo un grande appassionato del genere horror, non ho mai nutrito particolare simpatia per lo splatter più estremo.
Non lo nego: quando ho saputo dell’uscita di Monster: The Ed Gein Story, ho sorriso come un bambino. Da appassionato del genere horror e cultore del true crime, il nome di Ed Gein per me non è certo una novità. È una figura oscura, torbida, tristemente celebre. Un uomo che, purtroppo o per fortuna, ha lasciato un’impronta indelebile nell’immaginario collettivo: ha ispirato libri, film iconici e persino altri mostri in carne e ossa.
Quando è arrivato nelle sale il remake americano, il titolo Speak No Evil era ovunque, una presenza costante nei media. Pubblicità su YouTube, spot in televisione… non c’era modo di sfuggirgli.
Quando vado al cinema, cerco un rifugio. Un luogo dove il buio diventa complice e lo schermo una finestra aperta su mondi altri. Ma troppo spesso questa magia viene infranta: le sale affollate, la gente che arriva in ritardo trascinandosi dietro la maschera con la torcia accesa, le voci che bisbigliano e poi si fanno chiacchiera, come se la realtà non riuscisse a stare fuori nemmeno per un’ora e mezza. Ecco, un po’ di tutto questo è accaduto giovedì 31 luglio.
Il film dimostra che è ancora possibile avere idee – a cavallo tra thriller e horror – e metterle in scena in modo interessante.