Se mi dessero un euro per ogni mail a cui non ottengo risposta, oggi probabilmente non avrei più bisogno di mandare mail, vivrei in un podere gattopardesco e rifiuterei di vestirmi avvolgendomi in una vestaglia da film d’altri tempi. Ma non è così, circostanza che mi costringe a domandarmi il perché di tale detestabile insolvenza. Perché la gente non mi risponde mai alle mail? Sono stati tutti rapiti? Sono io troppo antipatico? Hanno così tanto da fare che non riescono a digitare due frasi sulla tastiera del computer e schiacciare invio? Sono fanatici ambientalisti? (Una mail con scritto “Ok, grazie” consuma circa 0,3-4 g di CO₂, che in energia equivale più o meno a lasciar accesa una lampadina LED per qualche secondo). Sono stronzi? (Ipotesi attualmente più plausibile, ma non vorrei giungere a facili conclusioni). Esiste un momento oltre il quale non rispondere più a una mail è giustificabile, cioè esiste una sorta di prescrizione delle mail? “Non mi hai mai risposto alla mail” – “Eh, ma ormai sono passati vent’anni!”. Ma così basta aspettare senza far nulla e si avrà sempre ragione, non è moralmente accettabile. Nessuno ha mai pensato di istituire un tribunale per giudicare gli insolventi alle mail, o perlomeno un nuovo girone dell’Inferno? E quelli che sono online a cazzeggiare su sedici social network contemporaneamente e nonostante questo si ostinano a non risponderti, costringendoti all’azione più deprecabile di tutte, ovvero scrivere un messaggio del tipo “hey, ciao, ti ho mandato una mail, l’hai vista?”? Ma avranno il diritto di usare il loro tempo come vogliono, no? No, per dio, o perlomeno non quando mi devono una risposta. E infine quelli che (e sono peggiori di tutti) riemergono dopo mesi dicendo: “vedo solo ora la tua mail, era finita nello spam”? Nello spam la mia mail? Sì, certo. Va beh, inutile infierire. Non so se mi sono spiegato, ma dovete rispondere alla mie mail!
s.

