L’arte di non leggere libri

Beh, è facilissimo, la maggior parte delle persone non toccano un libro nemmeno per sbaglio e vivono benissimo. Figurati leggerlo. Ma se coi libri ci lavori? Sappiate che già nel Settecento Georg Lichtenberg diceva che “una delle più grandi scoperte a cui ultimamente è giunta la mente umana è l’arte di giudicare i libri senza leggerli.” Cioè, credete veramente che chi scrive recensioni o semplicemente parla di libri li abbia letti? Ma chi ha tutto questo tempo? Sarebbe sovrumano pure per chi in teoria verrebbe pagato (ma chi?) per farlo. Al massimo li si possono leggiucchiare qua e là, poi ogni tanto capita che uno ci piaccia particolarmente e ce lo leggiamo tutto, ma è raro. Pare che tutto quello che sappiamo lo dobbiamo alle letture fatte fino a 24 anni, quindi per molti fino all’età in cui non avevano niente da fare se non un esame universitario ogni tanto. Chi dice di aver letto tutti i libri di cui parla dopo i 24 anni è un folle che andrebbe fermato il prima possibile. D’altronde, come dice bene Pierre Bayard, che ha scritto un libro che si intitola Come parlare di un libro senza averlo mai letto, non importa leggere un libro piuttosto che un altro ma avere su quei libri una “visione d’insieme”. Questo significherebbe essere colti. Anche perché poi sai quanti libri letti vengono quasi subito dimenticati? E come procurarsi questa agognata “visione d’insieme”? Boh. Luciano Bianciardi consigliava di farseli raccontare, i libri. Ma per essere raccontati devono essere stati letti da qualcuno e questo qualcuno magari ha mentito e non li ha mai letti. È un cane che si morde la coda. Ma sono certo che saprete trovare una soluzione.

s.


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