“Can’t Shake That Girl” dei Real Kids
Di Stefano Marullo
Terzo appuntamento dedicato al garage punk e qui, lo so, sono maledettamente di parte, ma al cuore non si comanda e questa in fondo è la mia guida sentimentale. Sì, ancora loro, The Real Kids, prendetelo come una sorta di risarcimento. Di loro trovate poco e nulla in rete, e anche nei migliori manuali di garage sono appena citati. Più che dei perdenti forse sono stati davvero troppo underground per il grande pubblico. Infatti trovate (se cercate tanto eh) traccia di qualche loro live in qualche locale di Boston dove hanno sempre continuato ad esibirsi per diversi decenni. Poi la storia della droga ha contribuito alla damnatio memoriae.
Per capirne di più, quella la trovate in rete, una lunghissima intervista del fondatore e mattatore dei Kids, John Felice che racconta davvero tutto dagli esordi agli anni difficili segnati anche dalle rogne di salute. È uno degli ultimi veri documenti su The Real Kids visto che sono morti (quasi) tutti. È una testimonianza indimenticabile del loro amore per il rock’n’roll (Felice durante l’intervista dice, “ci presentavano come punk band ma a noi in fondo ci piaceva autenticamente il rock’n’roll”). La loro passione per i Sixties e per il rock’n’roll è testimoniato dalla loro ultima incisione in studio Shake Outta Control che viene datato 2017 ma in realtà in vinile e in edizioni limitate esce nel 2014. Garage all’ennesima potenza, basti pensare al rispolvero di pezzi di Jonathan Richman (già amico fraterno di John Felice entrambi membri del gruppo proto-punk The Modern Lovers di cui ci siamo occupati qualche settimana addietro) e di un classico dei Kinks come “She’s Got Everything” o “No Fun, No More” (con armonica ovviamente, che pure i Nostri usarono nel loro secondo lavoro in studio “Outta Place” nel 1982, esiste anche una band che porta questo nome in loro onore)
Il pezzo che vi propongo è semplicemente straordinario, un sound chitarristico distorto e fuzzato con un organo incredibilmente bello, un pattern melodico dai cori suadenti, un basso ritmico e una batteria martellante, la voce raw di Felice. Il testo parla di una ragazza di cui non ci si riesce a liberare. Un po’ come il nostro amore per The Real Kids, la più grande punk/garage band di sempre. Lo scrivo e magari qualcunɜ storcerà il naso. Amen.

