Avezzi

Di Francesca Rossi Brunori

Avezzi viene da “Ave oh vezzi” ma la o che era “oh vezzi” è sparita, perché il troppo afflato non piaceva ai tempi che corrono. Ave è contento di stare da solo senza la o. Intercetta il brusio di una stazione radiofonica. ZZZ. E si prende un suono graffiato. Come a dire che ci si può salutare ma tenendo bene a mente che una parte misteriosa si affaccia e rimette tutto a soqquadro. Troppe doppie fanno male e il cuore si stringe perché poverino lui ha bisogno almeno al principio di una parte leggera che vola. Si alleggerisce da principio e ritorna alla gravità della vita quando sta per finire di pronunciarsi da sola, la parola.

Non mi ricordo che la domenica fosse giorno di messa fino a quando non ho salutato intendendo altro. Non voleva perdere le speranze quella parola ad essere solo una abitudine. Sognava di aprire il coro della chiesa. Da principio.