Al Di Meola nasce a Jersey City il 22 luglio nel 1954 sotto il segno dei Gemelli. A 19 anni entra nei Return to Forever di Chick Corea (1974), un gruppo che nel jazz-rock equivalente dei supereroi rappresenta gli Avengers con strumenti elettrici. Il disco Romantic Warrior (1976), con scale a velocità illegale e armonie impossibili, ne è la prova definitiva. Di Meola diventa subito il virtuoso dei virtuosi, roba che la Guitar Player Magazine lo premia come Best Jazz Guitarist per tre anni di fila (1977-1979). Con Elegant Gypsy (1977) mescola fusion, flamenco e fantascienza sonora: il duello con Paco de Lucía in “Mediterranean Sundance” è diventato talmente celebre che potete trovarlo citato in metà dei forum di chitarristi del pianeta (basta cercare negli archivi di Guitar World e AllMusic). Nel 1981 arriva Friday Night in San Francisco, con John McLaughlin e Paco de Lucía, un disco live che ha venduto oltre due milioni di copie e che trasforma tre chitarristi in una creatura mitologica a sei braccia. Ma Di Meola non resta prigioniero della velocità: negli anni ’90 passa alle chitarre acustiche, al Latin jazz e alla world music, con album come World Sinfonia (1991), ispirato ad Astor Piazzolla (e autorizzato: Piazzolla stesso ne parlò con entusiasmo). Oggi continua a pubblicare dischi, a girare il mondo. Che sia elettrico o acustico, a plettro o a mani nude, Di Meola suona come se ogni concerto fosse un test di resistenza per le leggi della fisica. I critici continuano a discutere se sia più genio o maratoneta del pentagramma; lui, nel frattempo, fa l’unica cosa che gli interessa davvero: spingere la chitarra un po’ più in là, ogni volta.

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Disegni di Maurizio Di Bona, testi di Stefano Scrima

