Telespalla Bob, il villain che ama l’opera

Leggere Shakespeare e ascoltare Puccini con i Simpson

Di Silvia Argento

Nell’universo dei Simpson, serie che da oltre trent’anni alterna comicità grottesca e critica sociale, pochi personaggi secondari hanno saputo conquistare il pubblico quanto Telespalla Bob. Apparso inizialmente come semplice spalla del clown Krusty, si è presto trasformato in un vero e proprio archetipo del “villain colto”: è un criminale raffinato, amante delle arti e della cultura alta, eppure un eterno loser, condannato a fallire in ogni suo piano seppur brillantemente pensato. In lui si mescolano elementi tipici della tradizione letteraria e teatrale, dalla tragedia shakesperiana al romanzo ottocentesco, passando per il melodramma operistico italiano.

Non è una cosa rara trovare in un personaggio che compie azioni sicuramente moralmente discutibili, un certo fascino. Telespalla Bob prova per tutta la serie dei Simpson a commettere crimini, di fatto non riuscendoci. Tanto che lui stesso dice di essere stato arrestato per un crimine che non ha commesso (“Tentato omicidio? Che cosa significa, esiste un premio nobel per tentata chimica?”). Con il passare del tempo, è diventato un po’ la macchietta di sé stesso, ma soprattutto nelle sue prime apparizioni è un intellettuale del tutto particolare, capace di citare grandi classici o intonare arie d’opera mentre compie quegli stessi crimini. Non solo, stiamo parlando di un clown “triste”, che incarna tutti i paradossi del personaggio. Dal suo culto per la bellezza e per la parola elevata come fosse un Don Giovanni mozartiano ne traiamo un villain originale con capacità persuasive pari addirittura al Iago di William Shakespeare.

Possiamo notare ciò in varie occasioni. Ad esempio, quando tenta di incastrare Krusty, che effettivamente per un periodo viene arrestato, Telespalla Bob si sostituisce a lui nel programma per bambini. Subito tenta di dare loro una certa istruzione, non vuole farli ridere, ma costruire qualcosa di qualitativamente più alto. Lo vediamo leggere “L’uomo con la maschera di ferro”, come viene chiamato nel doppiaggio, che sarebbe Il visconte di Bragelonne, famoso romanzo di Alexandre Dumas ed ultimo del ciclo dei moschettieri. Il romanzo ben si lega agli intrighi di corte e ai piani machiavellici che caratterizzano lo stesso personaggio. Anche nei suoi vari piani, Telespalla Bob è sempre alla ricerca di forma e bellezza. Nell’episodio Telespalla Bob Roberts definisce il suo piano per truccare le elezioni un’opera d’arte machiavellica. Memorabile, poi, l’episodio in cui tenta di distruggere la televisione perché non ne sopporta le caratteristiche volgari e plebee, in quanto vorrebbe un pubblico raffinato e una cultura alta. Si sente superiore a dispetto del volgo. Tutte queste caratteristiche lo rendono un personaggio esilarante e ironico, un “dandy” tragico e divertente.

Sicuramente l’aspetto principale del buon gusto della ex spalla comica è poi l’amore per il bel canto. Telespalla Bob ha una voce bellissima che sfoggia, per esempio, nell’episodio Il Bob Italiano, esibendosi in una sua versione di Vesti la giubba, un’aria dell’opera Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Il clown che interpreta Pagliacci non ha bisogno di troppe spiegazioni. In tale frangente, Bob mostra una cultura sconfinata nell’ambito teatrale, spaziando da opere italiane e opere inglesi. Infatti, in Promontorio della paura è addirittura Bart stesso, per distrarlo, a chiedergli di interpretare una delle opere di Gilbert e Sullivan, i compositori preferiti di Bob. In particolare, in quell’episodio Bart gli chiede di recitare l’intero copione di H.M.S. Pinafore, l’opera più famosa di Gilbert e Sullivan, il cui copione quindi Telespalla Bob conosce addirittura a memoria. L’opera come le altre citate da lui è estremamente appropriata al personaggio: H.M.S. Pinafore è considerata rivoluzionaria in quanto ironizza sulle gerarchie sociali dell’Inghilterra vittoriana, proprio come Bob disprezza i “plebei” di Springfield. Il suo è quindi un villain colto che ha il preciso scopo di applicare un’ironia metatestuale.

Nell’episodio Funerale per un cattivo, Telespalla Bob chiama il suo piano usando un anagramma, altra scelta intellettuale. Ma soprattutto, la puntata tutta si incentra sulle conoscenze che Telespalla Bob ha di William Shakespeare. Viene rivelato che sua madre è un’attrice shakesperiana e per questo lo conosce così bene. Lisa Simpson sventa il piano di Bob grazie ad una citazione proprio del Bardo. Volutamente, Bob sbaglia una citazione dal Macbeth di Shakespeare, infatti dice “Se una volta compiuto, sarebbe realmente compiuto, sarebbe meglio farlo subito”, anziché “sarebbe bene farlo subito”. Lisa capisce che l’errore è voluto, poiché è impossibile che egli commetta un errore così grossolano. Ancora, nel corso della puntata Telespalla Bob finge la sua morte. La morte apparente è al centro dell’opera più famosa di Shakespeare, Romeo e Giulietta. Quindi i piani diabolici di Bob ancora una volta risentono dell’influenza di una cultura raffinata, che egli persegue. Riuscirà mai ad uccidere Bart? Comunque vada, è certo che proverà sempre a farlo in grande stile.


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