Actually
Neil Tennant e Chris Lowe, dai primissimi anni ’80 titolari del longevo marchio Pet Shop Boys, possono con qualche ragione essere accostati agli artisti visuali Gilbert & George: stesso background culturale londinese
Neil Tennant e Chris Lowe, dai primissimi anni ’80 titolari del longevo marchio Pet Shop Boys, possono con qualche ragione essere accostati agli artisti visuali Gilbert & George: stesso background culturale londinese
Nel 1994, nei paraggi del glorioso Expo Dischi di galleria Mortara a Mantova, bazzicavano metallari, nostalgici degli anni ’70, fan dei Nomadi Vasco Rossi U2, grungisti, soprattutto infatuati di crossover
Aspettando i Barbari (titolo ispirato da John Maxwell Coetzee, Waiting for the Barbarians, 1980) è cronologicamente il secondo disco riconducibile alla rinnovata fase artistica della band – dopo lo scioglimento nel 1999 – inaugurata nel 2010 con l’eccellente Cattive Abitudini.
L’estetica, nel caso di una band di fondamentale importanza come gli Smiths, è sempre stata curata con massima attenzione, finendo per imporsi quale codice comunicativo riconoscibile, unico, indissolubilmente legato ai contenuti musicali e alla ragione sociale.
Uno psicodramma, potenzialmente letale se non assecondato dalla giusta predisposizione all’ascolto.
Il disco della svolta, spesso si usa dire così; forse in questo caso, più sensatamente, la parentesi in parte “addomesticata” dei guastatori bolognesi, finiti addirittura in tv e nei circuiti giusti dei concerti.
Ovvero la simbolica chiusura del cerchio dei mancuniani
Riemerge quarant’anni dopo il manifesto gotico-tribale dei derelitti irlandesi
Ovvero il luogo periglioso del marinaio innamorato