Soft Cell
Di Stefano Marullo
Tra i gruppi più quotati del synth-pop e della new wave elettronica, i Soft Cell legano il proprio nome ad uno dei pezzi più fortunati e coverizzati della storia del rock, “Tainted Love“. In realtà la versione originale del pezzo risale al 1965 ma sono i Soft Cell che ne fanno un successo planetario, arrivando a scalare la prima posizione di molti Paesi tra cui Regno Unito, Germania, Francia, Canada, Australia, Sudafrica, Belgio, Olanda (negli USA si fermò alla non disprezzabile ottava posizione). Della canzone esistono, sembra, almeno 250 registrazioni di band differenti, da ricordare le versioni di Marilyn Manson, Scorpions e Rihanna per citare solo le più famose.
I Soft Cell sono un duo formatosi a Leeds nel 1978, dal cantante Marc Almond e il tastierista Dave Ball. Il loro stile elettronico si distacca da quello algido prevalente nel periodo, per venature dark e decadenti. Anche i loro testi parlano di solitudine urbana, sesso e trasgressione. Il loro album di debutto arriva nel 1981, Non-stop Erotic Cabaret, che contiene la fortunatissima “Tainted Love” di cui abbiamo parlato prima. L’album contiene anche la controversa canzone “Sex Dwarf” il cui videoclip mostra attori nani motoseghe e scene di bondage all’interno di una macelleria; il clip che doveva essere trasmesso dalla BBC fu confiscato dalla polizia brittannica. Ma divenne una leggenda del collezionismo. Con The Art of Falling Apart (1983) e This Last Night in Sodom (1984), lo stile si fa più sperimentale. Da lì a poco arriverà lo scioglimento, con due storici concerti d’addio all’Hammersmith Palais di Londra e inizia una prolifica carriera solista di Marc Almond. Il duo si è però riunito almeno un paio di volte negli anni 2000 e 2020 e ha pubblicato anche un album nel 2022, Happiness not Included. Invero c’era stato un “finto” scioglimento del gruppo nel 1982 quando Almond e Ball stanchi della pressione mediatica e dell’attenzione morbosa dei tabloid fecero circolare la voce, del tutto infondata, che Marc fosse morto per un’overdose di eroina (i due comunque si facevano di sostanze sintetiche, in particolare l’MDMA solitamente nota come Ecstasy). Volevano sostanzialmente testare la reazione della stampa, ma la notizia iniziò a circolare così rapidamente da costringerli a smentire d’urgenza.
Del 2004 è invece un gravissimo incidente di Almond in motocicletta con lesioni cerebrali gravissime che lo lasciarono in coma per due settimane.
Dal loro celeberrimo primo album vi propongo il secondo singolo estratto, “Bedsitter” (1981) che parla della solitudine, dell’isolamento e del senso di vuoto dei giovani che vivevano nelle squallide stanze in affitto (bedsitter appunto) nelle metropoli britanniche degli anni ‘80. La base elettronica è minimale e pulsante, la voce disperata e decadente. Il meglio del synth-pop/new wave oscuro del periodo.
