New Wave #13

The Cars

Di Stefano Marullo

The Cars appartengono alla frangia della new wave più morbida, un pop minimale intriso di un uso elegante dell’elettronica. Nati da un’idea di Ric Ocasek, vero guru del gruppo, si segnalano intanto per la provenienza da una città come Boston che, forse solo dopo New York, è divenuta un vero laboratorio di cult band (Aerosmith, Lyres, Modern Lovers, The Real Kids, Boston, Dinosaur Jr., DMZ… scusate se è poco!) e poi per avere avuto un debutto con il botto e un successo costante fino al loro scioglimento e alla loro più recente reunion. L’omonimo The Cars del 1978 (la band esisteva già da un paio di anni) ha infatti un successo clamoroso ma quasi ogni lavoro in studio è divenuto disco di platino e le loro hit costantemente presenti nelle radio americane in particolare nel corso degli anni Ottanta del secolo scorso. La produzione è comunque affidata ad un certo Roy Thomas Baker, già produttore dei Queen, che è tutto dire. Il loro punto più alto i Cars lo raggiungono con l’album Heartbeat City (1984); nello stesso anno con il video di “You Might Think” vincono il primo premio del Video of the Year agli MTV Video Music Awards battendo nientemeno che Thriller di Michael Jackson. Nel 1988 però, a causa di tensioni interne, il gruppo decide di sciogliersi e Ocasek si dedica alla produzione di altre band.

Dopo la morte del bassista Benjamin Orr avvenuta nel 2000, gli altri membri originali dei Cars (Elliot Easton e Greg Hawkes) provarono a riunirsi senza Ric Ocasek ma non poterono usare il nome originale per questioni di diritti e dovettero chiamarsi The New Cars (alla voce, un certo Todd Rundgren, già cantante dei New York Dolls). Correva l’anno 2005. Sei anni più tardi The Cars si riunirono (stavolta con Ocasek) per un ultimo album, Move Like This. L’ultima apparizione pubblica del gruppo è stata nel 2018 per l’ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame, poco prima della scomparsa di Ric Ocasek avvenuta nel 2019.

“Drive” è stata la hit di maggior successo commerciale dei The Cars, diventando un classico intramontabile degli anni ’80 (grazie anche al suo utilizzo durante il Live Aid del 1985 come colonna sonora per i video sulla carestia in Etiopia). Negli USA raggiunse la posizione n. 3 della Billboard Hot 100. Ha un testo molto profondo e malinconico e parla di qualcuno che guarda una persona cara mentre la vita di questi va a rotoli: You can’t go on, thinking nothing’s wrong. Who’s gonna drive you home tonight? (= non puoi continuare così, pensando che non ci sia nulla che non va. Chi ti riporterà a casa stasera?).