Di Chiara Santarelli
Ho messo in ordine le note dei miei quaderni
Te li lascerò comunque sparsi
Perché questo è l’ordine a cui sono destinati
Aleggiano in tempi e spazi diversi
Tra le righe di pagine mangiate e sbriciolate
Tra immagini poco chiare che sbordano dai propri pixel
.
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Ho sprecato tanto tempo pensando di avere tempo
Milano è Milano
C’è il mondo
Disse la signora sul sedile del passeggero
E sì signora dipende in che mondi vogliamo vivere
E se c’è il mondo possiamo dire che ci sia tutto?
E se c’è il mondo possiamo dire che ci sia tutto?
E di testa in testa
Saltare
E di testa in testa
beccare
E planare con gli stormi nelle piazze
.
Abbiamo investito una bolla di sapone
Un tuffo al cuore ha fatto rumore per lei
Il fastidio di chi vorrebbe tacere ma ha prurito di parlare
È necessario alzarsi
E far finta di star bene
Mille batuffoli di cotone solleticano il dolore
L’uomo che si era perso nei boschi
Mi disse
Se vedi due volte lo stesso albero
Allora hai perso il sentiero
A Jana
Che avevi la maglia blu
Ed il calabrone ti ha scambiata per un fiore
E se c’è il mondo possiamo dire che ci sia tutto?
E si signora glie lo ripeto
dipende in che mondi vogliamo vivere
Potremmo trovarlo dovunque e da nessuna parte
Questo mondo di cui tanto ne brama la fama.
*
Immagine: Jean-Baptiste-Siméon Chardin (1699–1779), Bolle di sapone.

