Di Andrea Belushi
cade in terra la pellicola
sopra una chewgum fresca
pioggia-cenere nei polmoni
avanguardia dissenterica nella testa
ancora non mi sono abituato
alle tue infinite morti
mai mi ci abituerò
tu
strega della fiabassurda
madre di vita e d’aborto
percossa
infranta
e mai Pandora
ho visto la tua immagine
su infinite lapidi
che come un epilettico tetris-vento irregolare
acciancicavano stritolando ben bene
il respiro della tua strana resistenza
ne hai speso di cuore
per rimanerne quasi senza
e chissà
l’ultimo battito
sarà stato uno strano orgasmo
o la polaroid sublime dei posti che non hai mai potuto vedere e vivere
o semplicemente una lacrima di donna al centro dell’universo
le mosche continueranno a ronzare
nell’infanzia che ci lega ai ricordi
e nessuno potrà entrare
o uscire all’infuori di te

