“You Really Got Me” dei Kinks
Di Stefano Marullo
Se poco prima del punk c’era il proto-punk, ancora più seminale e primigenio rispetto al punk, il garage (o garage rock o punk come dir si voglia). Il garage è direttamente figlio dei Sixties ma la cosa più stupefacente è che getta le basi per il punk ma anche dopo il punk, o almeno dopo l’esaurirsi della sua fase più espansiva, viene riscoperto a partire dagli anni Ottanta e fino ai nostri giorni.
Proverò a farvi una carrellata delle band più caratteristiche.
Non posso che partire da loro, i Kinks, fratelli minori di Beatles, Rolling Stones e Who, ma come loro, fenomeni della british invasion che a partire dal 1964 approda nel continente americano e poi dappertutto.
Formatisi nel 1963 e in attività fino al 1996, sono state probabilmente una delle band (dopo gli Stones) più longeve della storia del rock. La loro eredità è però enorme, ed è unanime l’idea che senza i Kinks non avremmo avuto né punk, né hard rock e poi metal. La rivoluzione parte da un pezzo dell’agosto 1964, “You Really Got Me”, rompendo lo schema di un beat moderato e melenso, il riff del pezzo dal ritmo ossessivo e l’assolo interminabile della chitarra di Dave Davies consacrano la band che aveva inciso un paio di brani passati inosservati. In Inghilterra il 10 settembre 1964 raggiunge il primo posto in classifica mentre negli States si piazza al settimo posto. Il garage nasce su questo pezzo per l’uso del fuzz, effetto distorsivo che sembra “friggere” il suono e diventerà caratteristico del genere (e sarà utilizzato nell’epoca punk) e del powerchord, un tipo di accordo di chitarra che consiste di solo due note, la tonica e la quinta, utilizzato poi da band come The Who e Ramones.

Esistono una miriade di versioni di “You Really Got Me”. La più fortunata, quella dell’album di debutto dei Van Halen del 1978 che vendette milioni di copie. La mia preferita, forse perché la più “sporca”, con fuzz e distorsione molto più marcati rispetto all’originale di Kinks, è quella dei 13th Floor Elevators, una band che fondeva garage e psichedelia (ma anche folk e blues rock) statunitense formatasi nel 1965 ad Austin, in Texas e che ha avuto un’influenza significativa su band come Grateful Dead, Doors e Velvet Underground. Il pezzo dura oltre 6 minuti rispetto ai poco più dei due dell’originale! Tra quelle più bizzare segnalo quella di un gruppo beat italiano coevo dei Kinks e dei 13th Floor Elevators, I Califfi, fiorentini, che la ribattezzarono, Ti giuro è così, divertentissima.

