Guida sentimentale al garage rock #2

“Louie Louie” dei Kingsmen

Di Stefano Marullo

Riguardo “Louie Louie” dei Kingsmen, uno dei primi monumenti garage che si ricordano (correva l’anno 1963), persino Ray Davies, leader dei Kinks, ha dichiarato in un’occasione che nello scrivere “You Really Got Me” (di cui ci siamo occupati la scorsa settimana) sia stato ispirato proprio dal riff del pezzo dei Kingsmen. Il suono distorto e primordiale, la voce dalla pronuncia incomprensibile ne fanno davvero una pietra miliare della preistoria punk.

Andrebbe detto che, come spesso è avvenuto, “Louie Louie” non è stata scritta da The Kingsmen, di Portland, (Oregon), ma la canzone era stata scritta da Richard Berry ben otto anni prima, nel 1955. I Kingsmen, la cui carriera è continuata fino al 1986, la portarono in cima alle classifiche.

Un mistero poi avvolge il testo di “Louie Louie”, secondo alcuni è la lettera di un marinaio che scrive alla sua ragazza, secondo altri la protagonista è una prostituta (con tanto di indagine da parte dell’FBI per offesa ai benpensanti, e la proibizione della sua messa in onda da parte del governatore dell’Indiana), altri ancora pensano che sia il nome di un barista a cui il marinaio racconta che sta per imbarcarsi per raggiungere la sua donna.

Le versioni e le riletture del pezzo sono davvero innumerevoli e testimoniano la fortuna del brano. Tra le punk band è divenuto popolarissimo (Black Flag, The Wipers, Hüsker Dü, The Clash) ma se ne conta una anche da parte dei Motörhead.

Provate ad ascoltare adesso “Louie Louie”, la versione dei Kingsmen ha un ritmo frenetico e oltre al suono dei tamburi e delle chitarre (con uno dei primi grandi assoli della storia del rock), meravigliosamente garage, sporchissimo, si sentono strumenti come organo e sassofono che aggiungono un tocco di soul e rhythm and blues.


Pubblicato

in

da