Fatherland
Thomas Mann tra le macerie e le divisioni di patria e famiglia. Sandra Hüller top.
Thomas Mann tra le macerie e le divisioni di patria e famiglia. Sandra Hüller top.
Dopo troppi film di merda per il col. Parker, Elvis torna sul palco e ridiventa un gigante.
Piccolo romanzo di formazione tra una casa, un cortile e il mare. Quattrocchi eccezionale.
Troppe battute, plagi e puttanate, ma i mostri sono sfiziosi, scorre veloce e cresce alla fine.
Serial killer di tutto il mondo, scostatevi. Ed Gein ha fatto già tutto, ma proprio tutto, ed è lui il vero papà di Psycho, Non aprite quella porta, Il silenzio degli innocenti ecc. Non lo ammetterete mai, ma sarà difficile, alla fine della serie, non empatizzare per questo povero Cristo schizoide dalla vocina gentile con la mamma sessuofoba integralista cristiana che gli ripeteva: “Only a mother could love you” e lo tormentava per un innocente seghino vestito da donna.
Teen drama più amaro e migliore del solito. Sunny Sandler, figlia di Adam, recita e canta bene.
Per un lockdown da paura, procurarsi cibo, armi, dvd, giochi, medicine, una casa grande e un marito ingegnere.
La fine del mondo è dentro e fuori. Post-apocalittico intimista con tutti i cliché, eppure non banale. Grazie, Ridley!
Saranno 3.000 anni che reinventiamo l’Odissea di Omero, ma ai filologi da strapazzo piace fare le pulci a Nolan e al suo filmone. Che l’invidia, come il Ciclope, li divori!
Romanzetto criminale sull’arte dell’inganno e sul salvare la pelle tra mafiosi, terrorismo, servizi deviati e preti.
Un po’ palloso all’inizio, poi decolla e ti prende. Apologo horror su quanto è nocivo farsi le pippe (mentali).
Se il giorno vero è questo, quello di Incontri ravvicinati del terzo tipo era una bufala? Filmacchione spassoso e c’è pure E.T. invecchiato male.