New Wave #31

The Sound

Di Stefano Marullo

Concordo con coloro che hanno scritto che i The Sound rappresentano una delle band più brillanti e al contempo più sottovalutate della scena post-punk/new wave britannica a cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80. La fine tragica del cantante e chitarrista Adrian Borland ne ha, suo malgrado, accresciuto il mito.

Il gruppo nasce a Londra nel 1979 sulle ceneri di un gruppo punk, The Outsiders, ed è formato dal citato Adrian Borland, il bassista Graham Bailey, il batterista Mike Dudley e la tastierista Bi Marshall (che nel 1981 verà sostituita da Max Mayers). Il legame ideale con un certo suono viscerale e con testi molto introspettivi sarà una costante per i The Sound.

Il loro esordio, Jeopardy (1980), è spettacolare ed è ritenuto un autentico capolavoro dalla stampa specializzata a fronte di un riscontro commerciale trascurabile. Un anno dopo, i The Sound tornano con From the Lions Mouth, che ancora una volta convince la critica ma non riesce ad entrare nella top 40 britannica. Cominciano ad affiorare forti tensioni tra la band e la WEA, la casa discografica che li aveva ingaggiati e che pretendeva un cambio di stile verso sonorità meno cupe e meno sperimentali, più in linea con la new romantic imperante nelle classifiche britanniche. Borland & Co. giudicarono questa richiesta irricevibile e registrarono All Fall Down (1982) che è assolutamente ostico, sperimentale e anti-pop per eccellenza con l’obiettivo di costringere la WEA a rescindere il contratto. La reazione della WEA fu puntuale e spietatissima: l’album non venne praticamente promosso e il gruppo fu scaricato con la rescissione del contratto. I The Sound si salvarono l’anima e l’integrità artistica ma le conseguenze economiche furono devastanti.

Provarono a ripartire da etichette indipendenti minori, come la Statik Records, gestita da Coen Busch, un promotore olandese, non a caso perché sebbene in patria i The Sound fossero snobbati, riscossero sin da subito un buon successo in Olanda e nell’Europa Continentale (Belgio, Germania) dove riempivano i club. Invece di pubblicare subito un LP completo, i The Sound e la nuova etichetta, optarono per un formato più snello, un mini-album di 6 tracce intitolato Shock of Daylight, uscito nell’aprile del 1984, dal suono potente e meno cupo rispetto al passato e fu accolto, come sempre, con toni entusiastici dalla critica musicale e ebbe anche un discreto riscontro tra il pubblico. Questo convinse Borland & Co.  a rientrare in studio per registrare un nuovo album uscito nel 1985 con il titolo Heads and Hearts, un lavoro sofisticato e dalla gestazione complessa. Sempre nel 1985 arriva il doppio live In the Hothouse, registrato durante le due serate da tutto esaurito al Marquee club di Londra, nell’agosto dello stesso anno. Purtroppo verso la fine del 1985 la Statik Records comincia ad avere grosse difficoltà economiche che la porteranno presto al fallimento e limitando la distribuzione dei dischi all’estero. Questo coincise con il peggioramento delle condizioni di salute mentale di Adrian Borland.

Dopo il collasso della Statik, la band tentò un ultimo disperato capitalo firmando per l’etichetta belga PIAS per l’album finale Thunder Up (1987), un disco ancora cupo ma potente, nato in un clima di profonda disgregazione interna della band e segnato dal crollo psicofisico del suo leader. In particolare, durante il tour europeo per promuovere il disco (nell’Europa Continentale la band continuava a riscuotere un successo enorme e i loro concerti erano affollatissimi) tra la fine del 1987 e i primi mesi del 1988 la situazione precipitò: sul palco Borland dimenticava i testi o abbandonava la scena all’improvviso per essere ritrovato ore dopo in stato confusionale. Il gruppo resosi conto che la priorità assoluta fosse la salute mentale di Borland decise nel 1988 di sciogliersi. Borland dal canto suo fondò i The Citizens con cui pubblicò un solo album ma lavorò anche come produttore per poi dedicarsi alla carriera solista pubblicando ben quattro album che però non ottennero il successo di pubblico sperato mentre la sua salute mentale continuava a peggiorare.  Il 26 aprile 1999, a soli 41 anni, si tolse la vita gettandosi sotto un treno alla stazione di Wimbledon a Londra, proprio mentre stava lavorando a quello che sarebbe stato il suo album solista Harmony & Destruction. Oggi la memoria dei Sound e del talento sfortunato di Adrian Borland è custodita dal documentario del 2016 Walking in the Opposite Direction e da una schiera di fan e musicisti che continuano a riconoscerli come una dei gruppi più autentici dell’epopea new wave.

Dall’osticissimo e anti-pop All Fall Down, estrapolo “Glass and Smoke”, marcia lenta, pesante, ipnotica. Meravigliosamente disturbante…