Di Michele Savino
per Giovanni Oberti
Certo, il fiume non è mare, non è ventre ripetente
col suo ritmico ansimare, ma un ronzare permanente,
un fluire interferente che vorrei sintonizzare.
Qui l’acqua corre sfatta, necessitata e astratta
senza scusa, ché il fiume non si scusa e agisce
in modo vario, necessario, alla rinfusa
e mai ei porta pena per qualcosa e pure se m’ammazza
nessuno qui s’incazza per l’innocenza pazza
di quest’acqua voluttuosa;
son fatto d’acqua e di qualcosa che con tutta l’acqua matta
circostante ci si sposa,
ma la mente non riposa, è prepotentemente acquosa
d’un’acqua con cui penso, che s’allinea a quel folle flusso
immenso che sta fuori, a quel ronzare sordo e denso
e cessa d’essere loquace e diventa
anch’essa interferenza elementare,
brusio molle e criminale. Cerco sassi da lanciare.

Materiali vari su tela in cotone grezzo.
(Sangue, olio di semi, acqua di rose, polvere, cenere, cera, talco, tessuto non tessuto nero).
Courtesy dell’artista e Galleria Fuoricampo, Siena
Fotografia Angela Di Palo
