Spezzatino di sogno

Per lo spezzatino di sogno vi servirà uno di quei sogni puri, nati nell’indissolubile non ancora intaccato dalla realtà. Dunque, sezionatelo in cubetti regolari, facendo attenzione a recidere ogni legame d’amicizia fra un pezzo e l’altro, e lasciateli riposare qualche minuto mentre vi dedicate agli odori più sottili dei ricordi. Scaldate in una casseruola un filo d’olio di malinconia e adagiatevi i cubetti di sogno, ascoltando i loro discorsi adolescenziali mentre si dorano leggermente. Aggiungete poi gli “odori più sottili dei ricordi” e lasciate che i profumi si mescolino e i colori si confondano fra loro. Cospargete ora i cubetti con una farina di inquietudine per il nero futuro e mescolate con cura, fino a creare un velo sottile di remissività. Quindi sfumate con un bicchiere di vino vivo lasciando evaporare ogni residuo di entusiasmo e permettendo ai sogni di assorbire per bene la malinconia. Coprite il tutto con un brodo di mattine infinite e adagiateci qualche foglia di sussulti notturni, quasi apnee, poi abbassate la fiamma: lo spezzatino di sogno ha bisogno di tempo e silenzio. Mentre sobbollisce, ogni cubetto si impregna di reale, intenerendosi. Mescolate ogni tanto con un cucchiaio consumato, rompendo i grumi di speranza rimasti ridicolmente attaccati ai bordi. Alla fine, servite caldo, su piatti a forma di nuvole cariche di pioggia, e lasciate che chi lo assapora perda il senso di se stesso, masticando il nulla che ha creato.

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Il sognario è un ricettario dei sogni impossibili scritto da Stefano Scrima e illustrato da Cristiano Baricelli.


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