proto-punk #5

“The Jean Genie” di David Bowie

Di Stefano Marullo

Non poteva mancare nella nostra rassegna dei pezzi proto-punk memorabili, “The Jean Genie” di David Bowie, pubblicato come singolo nel 1972 e poi inserito come nona traccia nell’album Aladdin Sane dell’anno dopo, nel periodo d’oro della rockstar inglese. Un successo quasi immediato, raggiunse come singolo la seconda posizione nella classifica inglese dove rimase per diverse settimane mentre l’album raggiunse subito la vetta della medesima classifica (e in America entrò nella top 20) ottenendo il disco di platino.

Innumerevoli le interpretazioni riguardo al testo della canzone che già dal titolo è volutamente ambiguo combinando con un gioco di parole il nome di Jean Genet, drammaturgo francese noto per la sue opere sulla sessualità e la trasgressione, con il concetto di genio e spirito. Il personaggio enigmatico, seducente e maledetto della canzone sembra essere Iggy Pop, come chiarirà lo stesso Bowie che lo aveva conosciuto a New York nel 1971. La canzone trasuda di riferimenti culturali e letterari. Lo stile del pezzo raccorda blues rock e rockabilly ed è un mix di proto-punk e glam rock ma l’armonica che accompagna “The Jean Genie”, suonata da Mick Ronson, chitarrista e arrangiatore del Duca Biancom aggiunge un sound grezzo ed un’atmosfera intensa che richiama il migliore garage. La voce di Bowie oscilla tra sarcasmo e seduzione.

I Simple Minds hanno dichiarato di essersi ispirati ad un passaggio del testo della canzone per coniare il loro nome (He’s so simple-minded, he can’t drive his module), mentre non si contano più artisti/e e gruppi che hanno realizzato proprie versioni del pezzo; qualche nome: Bauhaus, Children of Revolution, The Dandy Wahrols, Paul Young, Debbie Juvinile, i Monkey Versus.


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