Partita di scacchi

Di Gabriele Giuliani

Immaginate una scacchiera fatta così
(È un nemico! Prendete il re!)
il discorso del re mentre la sua regina è obbligata a guardarlo dalle stanze
si entra in battaglia
il piano per un vantaggio è prendere le caselle centrali

la posizione-madre vuole impedire
almeno per una mossa
la marcia del proprio pedone
ma procedono sempre avanti
non gli è concesso retrocedere
il sacrificio una manovra di accerchiamento e

il cavallo salta
zug
zwang
…….s-gambetto -gesto poco cavalleresco-
…………..cade tra le fosse avversarie
gli alfieri hanno un valore
(attenti al punto debole F6!)
nel conflitto escono di quadrato
e vengono retrocessi a coppieri
la torre rimane…
è una torre mica si muove

le schiere hanno lasciato sul campo tanti prodi combattenti
greci russi viennesi scandinavi francesi
siciliani olandesi polacchi inglesi spagnoli
e qualche altro irregolare
il re solitario giunge voce
sia all’angolo

PRIMO FINALE
un pedone en passant
raggiunge il fronte nemico
non muore ma si trasforma
in quello che era da sempre
una bella regina
che il re prende scambiandola per la moglie

ULTIMO FINALE
La regina sfrutta l’occasione e scappa
dove meno ferve la lotta
si ritrova con il re solitario
(lei non combatte?)
(no perché non capisco quest’odio per sé stessi
con colori diversi)
continuano a parlare
la guerra sembra non finire
ma due cuori trovano un’apertura
sino ad arroccarsi -mossa accoppiata-

un’unione che il tempo dichiarò perpetua
è patta


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