Pablo e il bassotto

Quando, nella primavera del 1957, il bassotto Lump fece il suo ingresso nella villa di Pablo Picasso a “La Californie” (Cannes), fu subito chiaro che non si trattava di un animale come gli altri. Come racconta il fotografo David Douglas Duncan – che presentò Lump a Picasso: “La loro era una storia d’amore. Picasso prendeva Lump tra le sue braccia. Lo nutriva dalla sua mano”.

Lump divenne un membro stabile della quotidianità dell’artista: dormiva nel suo letto, mangiava a tavola su un piatto dipinto da Picasso con la scritta Pour Lump, e si muoveva liberamente negli spazi della villa.

Ma la loro complicità non restò confinata al quotidiano: Lump divenne anche una presenza ricorrente nell’opera di Picasso. Nel 1957, durante la serie di rielaborazioni di Las Meninas di Diego Velázquez, Picasso sostituì il mastino originario con il piccolo dachshund: in 15 studi su 44, Lump appare in primo piano, dando vita a scene vivaci e quasi buffe.

Lump fu per Picasso molto più di un animale domestico, fu un compagno d’anima, una “musa inaspettata”, in grado di abitare con lui tanto la casa quanto la tela, rendendo indissolubile un legame d’amicizia che si alimenta in se stesso.

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Immagine: Lump disegnato da Picasso.


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