/ Pioggia di mirto
Di Chiara Santarelli
Spesso me ne sto sotto gli alberi
Ad aspettare che il mirto cada come gocce sulla bocca.
Sento la terra parlare sotto la schiena
Svela segreti di mondi altri
Tace di una città, che sotto la colonna
Si sta costruendo con punte e picconi
L’orecchio si poggia, senza peso, alla terra
Per sentire il sudore scivolare sulle fronti
E del baccano dei minatori colmarsi
Sino a che tutte le pareti del corpo non siano state toccate dalla sua eco.
.
Sino a sfiorare il baccano delle punte e dei picconi.
Rimanere poggiati.
Il verde degli steli si attorciglia alle dita
E lì rimangono, anche loro
A guardare il mirto cadere.
Cucita alla terra
Lascio che placide, dalle mie vesti germoglino foglie di velluto viola.
Guardo il mirto cadere
E della luce filtrata dagli alberi in fiore
bacca dopo bacca, forarne il velo.
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Immagine: Vasilij Kandinskij, Several Circles, 1926.

