L’enigma delle riunioni di lavoro

Perché si fanno le riunioni di lavoro se non per occupare il tempo che invece potremmo utilizzare per guardare, che ne so, una puntata di The Office (molto più utile e divertente)? Perché più lunghe sono più sembra che siano state risolutive quando invece hanno solo sottratto tempo alle cose che, ahimè, si è parlato di dover fare – oppure, come sopra, semplicemente alla vita? Perché servono solo per confermare quello che si sa già, ovvero che il lavoro verrà fatto dall’unica persona in quella stanza che sa farlo, mentre gli altri, fra il disinteressato e l’infastidito, sono impegnati a mettersi le dita nel naso? Come si fa a fingere entusiasmo mentre si parla di cose che si è costretti (più o meno) a sapere solo perché si è pagati per farlo, ma che ci interessano meno delle nuove offerte dell’Eurospin? E perché chi ha avuto esperienze di premorte descrive l’Inferno come un’interminabile riunione di lavoro? Ma non è vero! Ma guarda che io con “esperienze di premorte” intendo proprio il lavoro!

s.


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