L’enigma della giacca

Perché esistono le giacche? Chi è il genio sadico che le ha inventate? E pensare che fino a qualche decennio fa, perlomeno i maschi, non avevano alternative, pure i bambini se le mettevano per andare a scuola. Perché nessuno si ribella, tanto che tutt’oggi l’unico modo per un uomo di vestirsi in modo formale e/o elegante è quello di mettersi una maledetta giacca? Per dire, in Parlamento è addirittura obbligatoria. Cioè, se uno si presenta in camicia non lo fanno entrare. Ma che discriminazione è questa? E chi odia le giacche, come fa? Non entra in Parlamento, semplice. Ma è una questione di principio, e poi metti che passo per caso da quelle parti e mi scappa la pipì, rischio di sentirmi male, e se la faccio sul muro mi arrestano per vilipendio. E allora stai alla larga dal Parlamento. Sì, va bene, ma – ripeto – perché nessuno si ribella? La giacca è un indumento assurdo, completamente aperta sul davanti, con due miseri bottoncini che fanno finta di chiuderla sulla pancia, d’estate ti fa pezzare in modo molto più che imbarazzante e l’inverno ti procura bronchiti letali. E poi con quelle spalline imbottite retaggio di non so quale epoca, sei costretto a comprarti un cappotto pavarottiano. È completamente folle, non capite? Evidentemente no, considerato che questa piaga è invalsa pure fra le donne, che potrebbero tranquillamente mettersi altro per adempiere al loro dovere di formalità. In questa battaglia di civiltà, mi sento terribilmente solo.

s.


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