L’enigma del rientro dopo le vacanze

Meglio lavorare sempre o farsi le vacanze di Natale tirate rischiando che il rientro ci traumatizzi? Nietzsche diceva che ciò che non ci uccide ci fortifica, ma in fondo lui non ha mai lavorato (se non consideriamo una breve carriera di professore universitario di filologia, e comunque tutta sui generis, fino alla precoce pensione a 36 anni suonati). Per cui questa storia non mi convince, mi sa che ciò che non ci uccide ci rende sempre più deboli fino a ucciderci definitivamente, e basta. Aggiungeteci poi il fatto che Stranger Things è finito per sempre e la vita sembra non avere più senso e… niente, appunto, la vita non ha più alcun senso. Dove lo trovo il coraggio per tornare al lavoro? Non ce la faccio, sono troppo nostalgico, il mio divano-navicella spaziale mi mancherà immensamente. E perché proprio il giorno del rientro al lavoro lo scooter decide che non si accenderà mai più? Ma se avevo appena sostituito la batteria? Beh, ha più di vent’anni, è un catorcio inenarrabile, ma cambiarlo, prendendone uno un po’ meno vecchio (non nuovo, sia mai, che me lo ciulano – anche se a Roma non si dice così) mi costa almeno un paio di stipendi. Ecco, perché uno scooter usato deve costarmi almeno un paio di stipendi? È un mistero svelato il quale il mondo deflagrerebbe, motivo per cui nessuno ha l’audacia di dirlo. Ok, ma questo è l’enigma del rientro dopo le vacanze, non l’enigma del lavoro, quindi non mi chiederò il motivo per cui lavoro, lo so benissimo perché lavoro, e so anche che non solo il mondo ma l’intero universo con tutte le sue galassie deflagrerebbero se svelassi questo ulteriore mistero – legato a doppio filo al fatto che uno scooter usato mi costa almeno un paio di stipendi. Per cui andiamo avanti, e cosa si inventa uno che deve rientrare al lavoro ma a cui non parte lo scooter – che è un imprevisto ben peggiore del laccio rotto di Fantozzi? E che deve fare, ci va coi mezzi. Oppure, come ho genialmente fatto io, un po’ coi mezzi e un po’ a piedi, ad ampie falcate, pensando di essere immortali – oppure di non aver più niente da perdere una volta che Stranger Things è finito per sempre. E perché quando uno cammina ad ampie falcate per rientrare al lavoro inizia a sentire un dolorino dietro al ginocchio, segnale inequivocabile che la fine è vicina? E magari pure a sudare miseramente, perché nonostante il gelo sta facendo di tutto per non arrivare tardissimo proprio il giorno del rientro dopo le vacanze? Che vita grama, dio mio… va beh, tanto domani ho l’influenza.

s.


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