L’arte di svegliarsi

Sottovalutiamo spesso la fortuna che abbiamo di svegliarci, perché non è affatto detto che avverrà ogni giorno, anzi, fino a prova contraria, a un certo punto non sarà nemmeno più un pensiero. Ma fino a quando potremo farlo, io cercherei di farlo bene, che non significa necessariamente svegliarsi presto o tardi, ma, appunto, bene. Il mio maestro spirituale Flaubert ci mostra come le cose siano sempre uguali a se stesse: ai suoi tempi si diceva che essere mattinieri era meglio che essere nottambuli, che andare a letto presto e svegliarsi prestissimo è salutare e virtuoso, mentre andare a letto tardi e svegliarsi a un orario non sconsiderato come le 5 di mattina è sintomo di dappocaggine se non addirittura d’immoralità. Non è cambiato nulla. Poi, per dire, un altro fine osservatore della società come Karl Kraus si era accorto come la maggior parte delle cose, comprese quelle disastrose, avvenissero di mattina, questo perché, a suo dire, l’imbecillità è mattiniera. Morale: meglio vivere di pomeriggio, e se proprio volete svegliarvi la mattina presto, poi restatevene a letto, in casa o al bar. Direte: ma il lavoro si fa per lo più di mattina. Ecco, appunto. Come si fa allora a svegliarsi bene – considerato che nella maggior parte dei casi non possiamo farlo all’ora che vorremmo? Dipenderà molto dai pensieri che vi portane nel letto, alcuni dei quali odiano l’idea che possiate addirittura dormire. Ma dormire è uno dei piaceri della vita, altro che. Quindi, oltre a dormire per tutte le ore di cui avete bisogno – cosa ormai quasi impossibile – il trucco ormai giustamente invalso in Occidente è quello di mettere più sveglie a distanza di quindici minuti una dall’altra per ingannare il cervello. Se per essere in ufficio o dove dovete andare alle 9, sapete che non potrete svegliarvi oltre le 7:30, metterete una prima sveglia alle 6:45, in modo tale che dopo la prima imprecazione possiate rendervi conto che avete ancora ben tre quarti d’ora per godervi il tepore delle coperte. E così per un altro paio di volte, fino a quando saranno effettivamente le 7:30 e non avrete più scuse per non svegliarvi definitivamente. Va beh, poi vedete voi, io ho parlato di svegliarsi, non di alzarsi, che è storia ben diversa. Il dottor Johnson sosteneva addirittura che indugiare nel letto una volta svegli fosse il più grande piacere della vita, fra l’altro foriero di grandi idee, le quali, però, vi sconsiglio fortemente di mettere in atto di mattina. Il pomeriggio ve ne sarete già dimenticati, e potrete essere fieri di non aver reso il mondo un posto peggiore.

s.

Illustrazione di Romareloaded


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