Se ci fossero stati i telefonini millesettecento anni fa, sarebbe stato un disastro, perché ogni messaggio WhatsApp sarebbe dovuto essere declamato. Ma forse a quel punto non si sarebbero più mandati – e chi vuole far sapere in giro i fatti propri? Beh, i frequentatori dei social network, per esempio. Ah, sì, è vero. Errore mio. Ma il discorso è un altro: fu in quel periodo che avvenne la rivoluzione più silenziosa di tutte, ovvero la lettura mentale. Sant’Ambrogio veniva guardato con totale sbalordimento da un giovane Sant’Agostino perché non si metteva come tutti gli altri a leggere ad alta voce. Agostino ipotizzò che lo facesse per risparmiare le corde vocali, o forse solo perché voleva starsene per i fatti suoi senza dover spiegare il testo a chiunque passasse di lì. E poi sai che delirio starsene in una biblioteca con tutti che leggevano ad alta voce! Ambrogio se ne stava in disparte a far scorrere gli occhi sui suoi codici, tenendo la lingua ferma, e non dava fastidio a nessuno. Sarà per questo che lo hanno fatto santo? Se sì, non avrei niente da dire. In breve, con Ambrogio nasce la lettura per piacere personale – e credo che per questo potrebbe essere eletto patrono dei vacanzieri che leggono sotto l’ombrellone, senza radioline, parmigiane e bambini posseduti da quindici demoni contemporaneamente. Peccato che come dice Emil Cioran nei suoi quaderni postumi: “L’unica cosa profonda, straordinaria che l’uomo abbia scoperto è il silenzio, ed è anche l’unica cosa a cui non riesce ad attenersi”. E quindi stiamo sempre a parlare, parlare e parlare, non più di libri – sia mai – ma di tutto il resto. Nel 1771 un altro religioso, tale abate Dinouart, dava alle stampe un aureo libretto intitolato L’arte di tacere nel quale scriveva: “Si è così presuntuosi da voler parlare di tutto, scrivere su tutto, e spesso senza altra competenza che quella acquisita con una rapida lettura o dalle chiacchiere dei salotti”. Mio dio, ma parla di noi! (qui ci vorrebbe il meme di Gerry Scotti, limitatevi a immaginarlo). E quindi? E quindi niente, o, meglio, parafrasando Vonnegut, quando siete in silenzio fateci caso, e restateci!
s.

Illustrazione di Romareloaded
