Pur essendo minore, l’arte di far finta di lavorare è arte nobile, e quello che importa è che la si pratichi a prescindere dalle tecniche utilizzate. Ne esistono infatti un’infinità poiché un’infinità sono le particolari condizioni in cui si trovano i lavoratori. Ognuno affinerà la propria arte con i mezzi che ha a disposizione. È utile a riguardo portare alla vostra conoscenza la tecnica del Gran Maestro Ugo Tognazzi, che per un certo periodo ha fatto l’impiegato in una celebre azienda di salumi di Cremona. In un’intervista del 1971 a Enzo Biagi, Tognazzi racconta di come, per riuscire a dormire qualche minuto in ufficio senza farsi scoprire, prendesse una matita, vi infilasse sulla punta una gomma e la appoggiasse sotto il mento, in modo da reggere la testa. Con una mano poggiata sul tabulatore, che continuava a fare rumore anche senza essere azionato, dava l’impressione di essere al lavoro. Dietro di lui c’era una vetrata, da cui il capo osservava i dipendenti: visto da lì, Tognazzi sembrava concentratissimo, mentre in realtà stava sonnecchiando. È solo uno spunto, usate la vostra fantasia. Se siete anche voi degli impiegati, sappiate che avete ben otto ore al giorno per pensare a un modo creativo di far finta di lavorare.
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Illustrazione di Romareloaded

