L’arte di essere stronzi

Diciamolo subito. Non è facile diventare stronzi, perché spesso lo si è e basta. Chi è stronzo, poi, così come chi è stupido, non sospetta minimamente di esserlo. Perché? Perché è stronzo. Eppure è un’arte a tutti gli effetti con le sue precise e studiatissime tecniche. Quello che possiamo fare è raccontare queste tecniche, cosa che ha perlomeno il vantaggio di identificare lo stronzo, e magari starne alla larga – la prossima volta, intendo, perché se avete modo di vedere in pratica queste tecniche significa che lo stronzo le sta usando contro di voi. Se poi voleste farvi voi stessi stronzi per legittima difesa, siete liberi di farlo, siamo in democrazia. Però fate attenzione, non possiamo mica essere tutti stronzi, altrimenti – in quanto stronzi – non sapremmo più su chi farci valere, perché lo stronzo è fatto così, deve avere qualcuno da umiliare, altrimenti che stronzo è. Allora, dicevamo delle tecniche. Tecniche che rispondono a diverse tipologie di stronzaggine. C’è lo stronzo che vuole avere ragione anche se sa benissimo di essere nel torto (se non lo sapesse dovremmo parlare semplicemente di imbecille), quindi dalla mostruosa disonestà intellettuale, e c’è lo stronzo che sfrutta l’ingenuità altrui (o il semplice desiderio di non avere rogne e pagare avvocati) per proprio tornaconto personale. Queste, grossomodo, le due macrotipologie, che però spesso vanno a braccetto, perché in fondo sono molto simili. Ok, ma queste tecniche? Sì, vero, le tecniche. Allora. Nel primo caso basta trovare un ciglio nella minestra per dire che il ristorante che l’ha servita non doveva nemmeno aprire, e anzi, che tutti i ristoranti dell’universo (perché si sa che i ristoranti sono pieni di persone con le ciglia – maledetti!) dovrebbero chiudere perché lui ha trovato un ciglio nella minestra – che molto probabilmente, alla fine, era suo. Il fatto è che lui non ci voleva andare in quel ristorante – che gestisce il cognato, che odia a morte – e pur di dimostrare di aver avuto ragione si aggrapperebbe a qualunque cosa. Che poi, la minestra al ristorante? Va beh. Nel secondo caso è sufficiente promettere a parole, con un bel sorriso, che si terrà fede ai propri impegni, tipo retribuirvi per un lavoro svolto, cosa apparentemente ovvia poiché presupposto di civiltà. Ma questo tipo di stronzo, che può benissimo essere lo stesso di prima, anzi è molto probabile, non vi pagherà mai, non rispondendo per giorni settimane e mesi alle vostre chiamate e mail, riemergendo solo per dirvi che ha avuto dei problemi ma che ora risolverà tutto, così all’infinito fino alla morte. Risultato? Vi ha fregato. E voi che siete persone mediamente oneste e con pochi soldi (eh, certo, se lavorate e non vi pagano), non saprete che pesci pigliare prendendovela con voi stessi. Di qui l’idea di diventare stronzi a vostra volta. Ma è difficile, l’abbiamo già detto, non è per deboli di cuore o teneroni, bisogna proprio fregarsene del prossimo senza provare mai un senso di colpa che sia uno. Lo stronzo all’ennesima potenza – per chiudere – è quello che mette in atto tutte queste tecniche mostrandosi pubblicamente come illuminato con patente di moralità, magari con alle spalle un dottorato in filosofia ecc. Quello è un campione, gli va solo stretta la mano… sì ma non così forte, così gliela stritoli, dai!

s.


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