Il giorno in cui Camus entrò nel post-punk

Di Silvia Argento

Quando i Cure nel 1978 pubblicano “Killing an Arab” tutti pensano si tratti di un titolo provocatorio, un brano politico immerso nella forza del post-punk. Per altri, è addirittura un brano razzista ed è stato a lungo contestato, al punto che spesso Robert Smith cambia le parole del testo da “Killing an Arab” (“uccidendo un arabo”) a “Kissing an Arab” (“baciando un arabo”) o altre volte con “Killing Another” (“uccidendo un altro”) durante i live.

Eppure, la canzone dei Cure non ha nulla di razzista: è tratta da un episodio del capolavoro di Albert Camus Lo straniero.

Filosofia dell’assurdo: Lo straniero di Camus

Una delle scene più famose della letteratura del Novecento è proprio quella che viene descritta in questa canzone. Albert Camus ne Lo straniero, pubblicato nel 1942 e ambientato nell’Algeria coloniale francese, inizia con una frase celebre:

Oggi la mamma è morta. O forse ieri.

La vicenda racconta di Meursault, un outsider, uno straniero come dice il titolo, che vive in modo distaccato. Non mostra emozioni socialmente attese, non cerca significati profondi negli eventi. Già dall’incipit si può evincere la sua indifferenza perfino nei confronti di un evento così delicato come la morte della madre, anche durante il funerale non sembra provare nulla. A un certo punto, ucciderà un arabo. Non per odio, non per ideologia, non per vendetta. Quasi per caso. Spara quasi per inerzia, come se l’evento accadesse fuori da lui.

Nella seconda parte del romanzo, incentrata sul processo contro Meursault, emerge ancora di più tutta la filosofia dell’assurdo che accompagna il pensiero di Camus. Pur sembrando moralmente mostruoso per la sua indifferenza, il protagonista rappresenta la dicotomia fra il bisogno umano di trovare significato alla vita e un universo che rimane indifferente. Meursault rappresenta qualcuno che vive senza illusioni, che non trova nessuna giustificazione morale o religiosa (nella fine del romanzo cercano anche di fargli credere in Dio, senza risultato). La società quindi lo esclude in quanto non sopporta qualcuno che non finge di credere nei suoi valori. Con questo romanzo, Camus vuole raccontare l’assurdità della vita.

L’assurdo in tre minuti di post-punk

Per Camus, quindi, la condizione umana è segnata da ciò che chiama l’assurdo e per questo il protagonista è uno straniero. Lo sparo sulla spiaggia contro l’arabo è il momento in cui la sua indifferenza diventa irreversibile ed è uno dei momenti chiave del romanzo, per questo i Cure decidono di raccontare proprio quell’istante. Lo fanno attraverso un testo minimale, ipnotico, che vuole suggerire più che narrare. Va per frammenti per ricostruire in tre minuti di musica post-punk, il romanzo di Camus e tutta la sua pregnanza filosofica.

Lo stesso autore non descrive la scena con odio, ma in maniera quasi fisica: il Sole e la tensione che deriva dal caldo sono i veri simboli di quanto avviene, è come se il Sole fosse un personaggio vero e proprio. I Cure conservano questa atmosfera e gli danno enorme spazio nel testo:

I’m alive
I’m dead
I’m the stranger
Killing an Arab

I can turn and walk away, or I can fire the gun
Staring at the sky, staring at the sun
Whichever I choose, it amounts to the same
Absolutely nothing.


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