Di Andrea Belushi
Penso a tutti noi
fatti di carne
ed è stupidamente
bello cantarci
gli stornelli meravigliosi
di Syd Barrett
per sempre
adesso
che siamo
vivi
sottratti
ai giocattoli
wrestling
siamo capaci
di vivere la musica
sopravvivere
alla sbornia
riuscendo
a malapena
a scrivere
quanto
amore
proviamo
per noi stessi
attraverso
le canzoni
La notte
ci prenderà
sempre per il culo
sopravvalutando
il cinguettio del Male
il bisogno d’acqua
il cibo
il nascondiglio estremo
del panico
non c’è rossetto che tenga
Solo una talpa può battermi
alla roulette paranoica
e non esiste alcun benessere
oltre il limite
Tra poco sarai calda
come un’anima stanca
allenata a soffrire
gonfia di sogni meravigliosi
non c’è rossetto che tenga
al tuo pinappismo tremulo
di maglioni rossi
e tette sode
sei donna
donna sopra a uomini come me
e i tuoi dolori
presenti e passati
sai tenerli stretti tra i denti
come l’ultimo jukebox
trattiene i dischi
tra le macerie del tempo
Finirà in cenere anche quest’alba
come il ricordo di un film
in cui hai pianto
solo alla fine
Davanti a te il potere d’esistere
che mi fa sentire
sempre più
legato ai tuoi gesti
anche ora che
mi disprezzi
e mi basta intravedere i tuoi capelli
sul cuscino
che domani cambieranno forma
e verrai a dirmelo stupita
con occhi brillanti
Anche se sei più screpolata di me
mi culli nei paradossi mai banali
che rendono idioti
solo noi stessi
e lasci sempre cose per casa
ogni volta che te ne vai
Ti massaggerò la pelle
con le corde di un pianoforte
su un tetto di Nairobi
togliendo l’audio all’esistenza
per massacrare la tua paura
ricorrente
della morte assurda
Sei un’occasione da vivere
un lamento da registrare
una cometa stanca
che misura la febbre al sole
sei sempre la più bella in ogni situazione
i tuoi occhi sono mercanzia da omicidio
un grembo dove rinascere ogni giorno

