Di Stefano Marullo
Il punk, nelle sue molte incarnazioni (garage, proto, 77, hardcore ecc.) è contrassegnato da riff e assoli di chitarra indimenticabili. Alcuni hanno davvero un’importanza storica rilevante segnando un’epoca. Penso a “New Rose” dei Damned, primo pezzo punk rock ad entrare in classifica (in America). O, qualche anno prima, a “Kick Out the Jams” dei proto-punk MCS o ancora in ambito proto-punk, ai Dictators (adorati dai Ramones) di “The Next Big Thing” o ai Television con l’elegante “Marquee Moon”. Non dimentichiamo “No Fun” e “I Feel Alright” degli Stooges divenute poi celeberrime cover.
In ambito garage doveroso citare “You Really Got Me” dei Kinks come “You’re Gonna Miss Me” dei 13th Floor Elevators.
E chi non si ricorda del magico riff di “Blitzkrieg Pop”, primo singolo pubblicato dai Ramones (correva l’anno 1976, il punk parte da qui). I Sex Pistols andrebbero ricordati per numerosi riff ipnotici presenti nel loro unico album Never Mind the bollocks, penso a “Submission”, “Holidays in the Sun”, “Pretty Vacant” o “Problems”. E anche i (traditori) The Clash andrebbero segnalati per “Safe European Home” o “London Calling”.
Nell’epoca d’oro troviamo “Where Are All the Boots Boys Gone?” degli Slaughter and the Dogs e l’incendiaria “Youth Youth Youth” dei Generation X che presenta forse un primissimo esempio di assolo punk rock distortissimo e interminabile, e un ottimo riff è anche “Alternative Ulster” dei Stiff Little Fingers e “Ever Fallen in Love” dei Buzzcocks.
Degli anni e decenni successivi, a braccio mi vengono i Dead Kennedys di “Holiday in Cambodia” e “Let’s Lynch the Landlord”; “Straight Edge” dei Minor Treath; “Last Nite” degli Strokes; e la splendida “Sex Beat” targata The Gun Club; “Bad News Travel Fast” dei Fuzztones; “Bll and Biscuits” dei White Stripes; “Bellbottoms” di Jon Spencer Blues Explosion.
Siccome, però, come si conviene, bisogna dare la corona d’alloro a qualcuno, non ci crederete ma scelgo un pezzo dei Real Kids (ancora loro, chiedo venia) dal loro primo magico album omonimo, monumento al garage, punk’roll, power pop, uno degli album più sottovalutati dell’intera storia del rock. “Reggae Reggae” è un pezzo pazzesco con un riff martellante e ben due assoli di chitarra al limite del virtuosismo ed è abbastanza atipico per durezza rispetto al catalogo dei brani del gruppo bostoniano. Ne parla espressamente John Felice in una intervista del 2017 al Boston Groupie News. Il testo (scritto nel lontano 1975) parla di sesso e “fare reggae reggae” richiamerebbe l’atto sessuale. Un pezzo così dirompente i Real Kids lo ripeteranno forse solo con “Sensless” pubblicato nell’ep Outta Place del 1982.

