Di Cristi Marcì
Personaggio di uno dei più rinomati romanzi dell’ottocento, quella di Raskol’nikov è una personalità ricca di sfumature, capaci di sondare tanto l’animo umano quanto quello psicosociale della Pietroburgo di quegli anni.
Rodion Romanovič Raskol’nikov è in grado di sovvertire le leggi dell’etica a favore d’una coscienza che non distingue ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.
La morte risulta una tappa obbligatoria dove la certezza cede gradualmente il passo a quel senso di colpa attraverso cui ogni parametro di riferimento, sia psichico che sociale, si trasforma in una nuova lente mediante la quale guardare la realtà, sia intima che sociale.
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Fëdor Dostoevskij, Delitto e castigo (1866), traduzione italiana di Emanuela Guercetti, Einaudi 2014, pp. 648

Immagine di presentazione: Ritratto di Fëdor Dostoevskij del 1872 ad opera di Vasilij Perov.
Le “recensioni caratteriali” di Arghía contano un numero di caratteri (spazi inclusi) pari al numero di pagine di un libro o ai minuti di un film, di una serie, di un disco o di uno spettacolo. Né un carattere in più né uno in meno.

