Angus Young nasce a Glasgow, Scozia, il 31 marzo 1955, sotto il segno dell’Ariete. Ma nel 1963 la sua famiglia emigra a Sydney, e proprio lì, dieci anni dopo, Angus e suo fratello Malcolm fondano una delle band più esplosive della storia del rock, gli AC/DC. Il loro primo album, High Voltage (1975), dà la scossa a un genere che non sarà mai più lo stesso. Angus, con la sua inseparabile Gibson SG (diavoletto), è un folletto indemoniato che trasforma ogni concerto in un’onda d’urto. I suoi riff sono pura dinamite: “Highway to Hell”, “Back in Black”, “Thunderstruck”. Angus ha una tecnica chitarristica unica. Il suo stile si basa su un mix letale di riff taglienti, assoli fulminei e una ritmica martellante, sempre con una carica di energia fuori scala. È uno dei migliori esempi di puro rock’n’roll, senza fronzoli e senza trucchi. Usa quasi esclusivamente power chords, ma li suona con un’aggressività e una precisione che li rendono inconfondibili. E poi ci sono i suoi assoli incandescenti, dove alterna bending selvaggi, vibrati furiosi e un tocco blues che rende tutto ancora più elettrico. E poi il look. Se il rock è anche immagine, Angus ha scelto la sua una volta per tutte: l’uniforme da scolaretto. Giacca, cravatta, camicia, pantaloncini corti e calzettoni al ginocchio. Un abbigliamento improbabile per chiunque, ma che su di lui diventa leggenda. L’idea fu della sorella Margaret, che gli suggerì di mantenere quel look che già usava da ragazzino tornando da scuola. E il bello è che, in qualche modo, funziona: vedere un uomo in abiti da bambino suonare come il diavolo ha reso tutto ancora più iconico. A livello scenico, è una furia: corre per il palco, saltella su una gamba sola (omaggio a Chuck Berry), si butta a terra in preda a convulsioni rock, rotola, scivola sulle ginocchia e non smette mai di suonare. E tutto questo senza perdere una nota. Oggi, a settant’anni compiuti ieri (auguri!), Angus continua a correre, saltare e incendiare gli stadi con la stessa energia di sempre.

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Disegni di Maurizio Di Bona, testi di Stefano Scrima

