Di Carlos Molina
-Prendere il toro per le corna
o
darle la mano dolcemente,
come in un invito
ad un ballo di coppia-
Lì c’era una caverna,
e nella caverna si trovava un uomo,
l’uomo aveva portato con sé tutti
i fogli pieni delle divinazioni
della sacerdotessa, scritte sotto
ispirazione divina. Nel buio pesto
della caverna l’uomo accese un fuoco
abbastanza intenso da consentirgli
di leggere ed abbastanza tenue da
non attirare l’attenzione dell’esterno.
Restando dinanzi al fuoco, ogni suo
tentativo disperato di capire
le divinazioni è fallito
poiché ci andava solo di testa
e la testa voleva prendere il toro per le corna,
ciò significava imporre il suo volere ad ogni costo.
Quando finalmente s’arrese, un soffio amicale
entrò nella caverna, senza spegnere il fuoco, e
infuse vita nei fogli che piano piano, uno alla volta,
si alzarono e incominciarono a danzare intorno
al fuoco. L’uomo capì che avrebbe dovuto restarne
in silenzio e in disparte. Poi, osservando attonito
l’accadimento, cedette allo stupore che spense la volontà
imponente della testa, e proprio in quell’istante,
in uno schiocco di dita, cominciò a notare i rapporti
che si andavano creando tra le divinazioni all’interno della
loro danza primitiva. Il mistero quindi si palesò allorché
la fame in lui, che lo possedeva e divorava, fu mollata via.
.
Fare l’impensabile

