Di Carlos Molina
Non ho mai visto
la tua mano pargoletta – salvo, forse, in foto –
la conosco lo stesso però
ne riconosco il suo colore,
sogno il suo calore,
l’ho stretta tante volte
eppure mi sfugge il suo dolore.
So del suo dare
aiuto, da mangiare e sculacciare;
in essa si vedono: la tua vita,
le tue scosse, la perdita, la rivincita,
la sconfitta contro le quali hai sempre saputo lottare;
e ancora: le piante che hai seminato,
il palmo che ora tiene in mano uno scopino,
una pala e pulisce scale.
La tua mano piantata
è quella che sorregge tutti noi.
La tua mano pargoletta
(liberamente ispirato a Pianto antico di Giosuè Carducci e a mia Madre)

